2007
all'insegna di grandi manifestazioni in casa Rai per il cinquantenario della
nascita di Carosello.
Il 3 febbraio 1957 nasceva "Carosello", l'antenato degli spot televisivi,
il primo spazio televisivo dedicato alla pubblicità domestica. Si parlava
di alimentari, digestivi, dentifrici, detersivi, carburanti e medicinali. I
moderni cellulari non c'erano ancora e gli ingorghi delle auto li vedevi solo
attorno ad Ernesto Calindri che contro... il logorio della vita moderna... beveva
Cynar...seduto in mezzo ad una strada!
Calimero "Piccolo e nero" c'inteneriva con l'olandesina di "Ava,
come lava", a Tino Scotti... bastava la parola e... il "confetto Falqui",
L'ispettore Rock modellava la chioma con la "brillantina Linetti"
e Nicola Arigliano dopo le abbuffate gastronomiche usava il "digestivo
Antonetto".
Erano gli anni '50, quelli in cui noi bambini andavamo a letto... dopo "Carosello"!
Già! Quando si chiudeva il siparietto del teatrino, che annunciava
l'inizio e il termine di "Carosello", era il momento in cui si doveva
andare a dormire. Affascinati dalla fantasia spesso fiabesca degli spot, i più
assidui e attenti telespettatori eravamo noi bambini. Conoscevamo ogni pubblicità
e ne ripetevamo le parole, i gesti e spesso canticchiavamo quel motivetto: "Ta,
ta, ta, ta, ta, tatatatà"... senza parole...
Alle sgridate rispondevamo come Calimero: "Fate tutti così perchè
sono piccolo e nero". Dall'Amarena Fabbri alla Pasta del Capitano, dalla
Galbani alla Barilla, dal Biancosarti alla cera Grey, tutto era spettacolo!
...La cera Grey! Ecco, proprio lei ha portato sullo schermo televisivo un gruppo
d'avanspettacolo famoso negli anni '50 e '60: "I Brutos".
Protagonisti di varietà televisivi e interpreti in "Carosello",
"I Brutos" presentavano lo spot della cera Grey. Ricordate il
"bello del gruppo", il "brutto" spettinato e mezzo strabico,
"quello con un solo dente", e quello "che prendeva sempre gli
schiaffi": lui, Gianni, l'uomo dalla faccia di gomma, capace di fare mille
smorfie buffe?
Gianni Zullo, in arte "Gianni dei Brutos" era nato a Matera
il 22 Maggio 1920, ma viveva a Pianello Val Tidone, in provincia di Piacenza
(Emilia Romagna), paese della prima moglie e di Teresa, la seconda moglie, che
con lui ha condiviso gioie e dolori e ha fatto da tenera ed affettuosa madre
al figlio nato dal precedente matrimonio di Gianni, rimasto vedovo con quel
figlio, che seguendo le orme del padre faceva parte dei "Brutos",
ed era... "quello con un solo dente", morto tragicamente.
Anche quando il gruppo si sciolse, Gianni continuò ad essere "quello
degli schiaffi" e con la sua comicità "I Brutos" continuarono
a vivere attraverso le sue numerose apparizioni, tra cui ricordo: "Ricchi.
Ricchissimi... praticamente in mutande", con Renato Pozzetto, Edwige Fenech,
Lino Banfi, in cui interpretava un episodio con Pippo Franco. "Novecento",
in TV con Pippo Baudo. Film come: "Mani di velluto"con Adriano Celentano
ed Eleonora Giorgi; "Vacanze di Natale", con Christian de Dica, Ezio
Greggio, Ornella Muti, Alberto Sordi; "Al momento giusto", con Giorgio
Panariello; "Bodegard", con Christian de Sica e Massimo Boldi. Alcune
puntate di "Striscia la notizia" con Ezio Greggio ed Enzo Iachetti,
e tante altre apparizioni in TV e film.
Con "I Brutos" girò il mondo calcando le scene da Broadway
a Las Vegas, in Africa, Asia, America e tutta l'Europa, sino al Teatro Olimpia
di Parigi, dove Charlie Chaplin (Charlot), salì sul palcoscenico per
congratularsi con loro!
Scriveva poesie e dipingeva quadri, collezionava reperti archeologici, amava
stare tra la gente e gli s'illuminava il viso, quando lo riconoscevano e gli
dicevano: "Ma lei è Gianni del Brutos!". Ero felice di vederlo
sorridere, mentre mi diceva: "Hai visto! Si ricordano ancora di me!".
Eravamo molto amici eppure sapevo poco della sua vita d'artista perchè,
quando ne parlava vedevo i suoi occhi velarsi delle lacrime dei ricordi e dei
rimpianti mescolarsi a quelle della gioia e così non chiedevo... attendevo
fosse lui a parlarne per non vederlo soffrire di nostalgia, ma per me erano
sempre momenti di felicità quando mi raccontava dei luoghi in cui si
era esibito e della folla che lo acclamava. Era felice di rivivere attraverso
i ricordi quei momenti, ma contemporaneamente anche triste per quel Tempo che
se ne va troppo in fretta e quella popolarità di cui diceva: "E'
solo più un bel ricordo. La gente mi avrà già dimenticato".
Avrei voluto fargli mille domande, ma pensavo a quello spazio di tristezza
che sta tra il passato e il presente, tra i ricordi e i rimpianti e così
tacevo! Qualcuno ha scritto: "Con lui muoiono per sempre i Brutos".
...Ma io credo che "I Brutos"vivano per sempre perchè i
Grandi Interpreti... non muoiono mai...
Di Alexander Màscàl, fotoreporter e scrittrice di turismo