ROMA - Gli ingredienti cerano tutti: un premio, un premiato di tutto
rispetto, ospiti illustri, un parterre di oltre quaranta giornalisti della tv
e della carta stampata, decine di operatori dellenogastronomia e dellagroalimentare,
piatti a base di pesce e un talk show sulle tendenze del comparto ittico italiano.
E su tutto, a completamento del piatto, non è mancato quel
pizzico di mondanità.
Nella serata del 10 febbraio, alle Officine del pesce di Roma, ci si è
dati appuntamento per la consegna del premio al nutrizionista Giorgio Calabrese,
decretato da un sondaggio realizzato da Italia a Tavola con il supporto di Oliovinopeperoncino,
Yubuk e Consultazienda Personaggio dellanno 2009 per lenogastronomia
e la ristorazione, che ha guadagnato un ampio consenso dagli elettori
Loccasione della consegna del premio a Giorgio Calabrese è servita
anche per affrontare un tema fresco, in quanto il prodotto oggetto
di dibattito finisce sulle tavole in brevissimo tempo, ma al tempo stesso caldo
perché bisognoso di maggiore comunicazione.
Durante il talk show moderato dal direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini
ci si è dunque chiesti: il pesce è a rischio? «LItalia
- ha risposto Calabrese durante il dibattito - è stata scelta dal Governo
cinese come consulente tecnico e formativo sul fronte alimentare. La cosa importante
non sta nel fatto che sia stato chiamato io, ma che ci sia stato il coinvolgimento
di un nutrizionista italiano. Significa che lItalia è vista come
terra da cui attingere per idee ed esempi. È la nostra scuola, così
come quella mediterranea che definisce delle regole perché, nello specifico,
il pesce italiano è visto allestero come un prodotto dalla grande
moralità scientifica e tecnica».
I prodotti ittici italiani sono di grande livello, ma è anche importante
che il consumatore impari ad acquistare pesce allevato in Italia. Cè
chiarezza in tutto questo?
«La Comunità europea - ha dichiarato durante il suo intervento
Ezio Castiglione, direttore generale di Ismea (Istituto di servizi per il mercato
agricolo alimentare) - ha scelto di tutelare lambiente, in tutte le sue
sfaccettature, del Mediterraneo. Per valorizzare il prodotto italiano, è
necessario che il mondo della pesca riesca a garantire e comunicare chiaramente
il percorso della filiera (tracciabilità). Bisogna permettere al consumatore
di identificare il prodotto. Oggi non è così: cè
ancora chi ha difficoltà a distinguere un pesce dallaltro».
Cosa fare dunque? «La cosa più facile - ha risposto Calabrese
- è partire dai bambini: insegnare loro dove nasce il pesce. Portarli
dove lo si alleva per fargli capire che il pesce non è quello dei bastoncini
impanati. Ho seguito personalmente un progetto nelle scuole del Lazio e della
Lombardia che mirava proprio a questo tipo di educazione».
A cosa si accompagna il pesce? «Beh, da neoeletto presidente Onav, non
posso che rispondere vino. E non è questione di bianco e
rosso, anche se la tradizione direbbe di optare per i vini bianchi. Mi piace
ricordare, in tutto questo che Il vino non è una bevanda, è un
alimento».
Una serata alla quale hanno preso parte anche Marzia Morganti Tempestini, giornalista,
donna del vino e pr Carpenè Malvolti, e Pietro Lococo, amministratore
unico Fin. Com. Pesca. Non sono mancate le sorprese: si è infatti sottratto
ai fornelli del suo ristorante, per un rapido saluto e la preparazione di un
piatto speciale, lo chef Filippo La Mantia (anche lui tra i vincitori del sondaggio)..
Il piatto di La Mantia si è inserito in un menu interamente a base di
pesce (da una variazione di crudi al filetto di tonno in crosta di frutta secca
ed erbe aromatiche agli anelli di calamaro ripieni di couscous e brumoise di
verdurine, dal risotto alla pescatora a dei gnocchetti ai gamberi e pomodorino
pachino con olive di Gaeta e a gamberi mazzancolla con valeriana e arance a
vivo) accompagnato dai vini della cantina Carpenè Malvolti.
«Non mi aspettavo di finire nella lista dei candidati al sondaggio -
ha dichiarato Giorgio Calabrese ricevendo il premio ideato e realizzato dallartista
bresciano Roberto Guarnieri -, ma ho ben compreso che per vincere avrei dovuto
guadagnarmi un voto alla volta. Sicuramente mi ha aiutato la recente nomina
a presidente Onav, ma il numero degli iscritti non giustifica questo successo.
È stata una piacevole sorpresa».