di Alexander Màscàl
foto Matteo Saraggi (in foto Barbara
Ronchi Della Rocca con la giornalista Alexander Mascal)
Ricordate donna Letizia
e i suoi insegnamenti sul galateo?
Erano gli anni cinquanta e il secolare
galateo imposto da Monsignor Giovanni Della Casa era un optional in dotazione
agli italiani, oggi purtroppo dobbiamo sopravvivere all'incalzare della
maleducazione dei "poco educati"
"solitari o in
gruppo", autodidatti o perfezionatesi alla "Scuola dei
Supercafoni", quelli usciti dal "vocabolario del carrettiere" e
con il "ditino facile".
Un po' di galateo si dice che non
guasta anche in questo Terzo Millennio dove il baciamano è una
prerogativa di quei pochi gentleman anni
"anta e
pusa":
ma va bene anche la stretta di mano
se cordiale, sincera
e
disinteressata. Fortunatamente, per molti la buon'educazione è
sopravvissuta alle parolacce e alle volgarità della gioventù, che
pare non sappia più esprimersi correttamente e per questo ha inventato un
suo vocabolario "ben rappresentato" anche musicalmente da
"Disperato erotico stomp" e "Stronzo" di Lucio Dalla o
"Vaffanculo" di Marco Masini e altre simili canzonette dal tema
molto educativo
Nel corso dei secoli il galateo si è
modificato, nuove usanze, dettate dallo stile di vita del momento, hanno preso
il posto di altre "adeguandosi" alla cultura e al progresso e
così anche la donna può offrire all'uomo un caffé al bar o
la cena al ristorante e l'uomo non è obbligato dal galateo ad alzarsi per
cedere il posto alle signore incinta
Si dice che le buone maniere
non guastano mai e a insegnarle, a Torino, è la scuola di bon tondi
Barbara Ronchi Della Rocca, giornalista e scrittrice.
Esperta di storia del galateo
è autrice di libri di successo, come "Questioni di stile" (che vanta ben 5 edizioni) e
"Il galateo per lei & lui" (2 edizioni), entrambi
editi da Sperling & Kupfer. Ha scritto numerosi libri sul tema, tra cui
"Invito a nozze", per il tradizionale
"Sì" (non dimentichiamo che alcuni dei più eleganti
matrimoni del nostro tempo si sono avvalsi della sua consulenza ); "Si fa o non si fa", piccolo manuale del galateo,
edizione Vallardi -Garzanti.
Barbara Ronchi è giornalista,
collabora a numerosi settimanali e periodici, tra cui il quotidiano "La
Stampa" dove firma la rubrica "Si fa, non si fa";
"Grazia"; "Bella"; "Donna Moderna";
"Gioia". Collabora anche a riviste d'enogastronomia come: "Sale e
Pepe"; "La Cucina Italiana"; "Slow Food";
"Papillon". Insegna arte del vivere a "Uno mattina" (RaiUno)
e da consigli di saper vivere a "Cominciamo bene" (RaiTre),
"L'Italia sul Due" (RaiDue) e "Linea Verde" (RaiUno). Nel
1999 ha partecipato alle puntate di "Gustibus", con Sandro Vannucci su
Raitre, e collabora con radio e televisioni delle reti Rai e Mediaset.
Volto
noto ai telespettatori di "Alle Falde del Kilimangiaro", su Raitre con
Licia Colò, la simpatica Barbara dal televideo insegna il "buon
comportamento", magari tra una proposta di viaggio ai Caraibi e uno in
Scandinavia, come insegna il suo libro "Paese che vai", una ricerca sulle buone maniere ad ogni
latitudine
Adora gli Animali e la buona musica. Ama la buona cucina e i
viaggi, affascinandosi a quelli insoliti, alla "Stargate".
Ma
se credete di trovarvi dinanzi una vecchietta artritica, tutta trine e merletti,
stile "ottocento e
prima", che incontrandola pretende il
baciamano e l'inchino, mentre vi scruta attraverso grosse lenti alla Camillo
Benso
avete sbagliato persona! Barbara è giovane ed attraente,
dolce e sensibile, semplice "sì":
ma il
"tutto" è condotto con gusto, raffinatezza,
professionalità e gran classe. Ha fascino, intelligenza e
celebrità, ma non per questo ha perso il "lato umano" che le fa
risplendere quell'adorabile sorriso che ha conquistato la simpatia dei
telespettatori di "Alle Falde del Kilimangiaro" ed è in
perfetta simbiosi con un'altra Grande Interprete, Licia Colò, con cui
condivide l'amore per gli Animali e la semplicità
Disponibile,
affabile e altruista
ma non sprovveduta
E se la incontrate
tralasciate pure l'inchino ottocentesco... ma non la buona educazione