Con il mese di novembre si chiude, dal punto di vista meteorologico, il 2008,
che si posiziona al settimo posto nella classifica italiana degli anni più
caldi dal 1800 ad oggi, gestita dallIstituto di Scienze dellAtmosfera
e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr). Rispetto
alla media delle temperature del periodo 1961-1990, preso per convenzione come
riferimento, il 2008 ha fatto registrare nel complesso uno scostamento di +1
°C. Lanno più caldo degli ultimi due secoli resta dunque il
memorabile 2003, che ha segnato unanomalia di 1.56 °C
sopra la media del periodo di riferimento; lanno più freddo in
assoluto resta sempre il 1816 (-2.27 °C).
Il 2008 ha avuto solo due mesi con temperature inferiori alla media,
temperature stagionali sempre sopra la media e si è concluso con un autunno
di +0.6 °C sopra la media del 1961-1990, spiega Teresa Nanni dellIsac-Cnr.
La stagione appena conclusa (meteorologicamente lautunno è compreso
tra settembre e novembre) si colloca al 30° posto tra gli autunni più
caldi, in una classifica che vede al primo posto il 1926 con unanomalia
di +1.91 °C e allultimo il 1835 con -3.65 °C. Le temperature del
novembre 2008 lo posizionano invece al 32° posto degli ultimi 208 anni con
+0.92 °C.
Il maltempo di questi giorni rende evidente che lautunno 2008 non
è stato particolarmente secco, prosegue Michele Brunetti dellIsac-Cnr,
a causa delle piogge di novembre, del 67% superiori alla media, che pongono
il mese appena concluso al 21° posto della classifica, dominata dal 1862
(che fece registrare un + 257%).
Lincremento della piovosità autunnale non ha tuttavia inciso più
di tanto sulla media annuale, che anzi è perfettamente in linea con la
media del periodo di riferimento 1961-1990. Il 2008, che pur vede variazioni
stagionali significative, nel complesso si colloca al 120° posto per piovosità,
in una classifica guidata dal 1826 (+41% di precipitazioni) e chiusa dal 1945,
un anno torrido, nel quale piovve il 30% in meno della media degli ultimi 208
anni.
Per ulteriori dettagli si rimanda al sito www.isac.cnr.it/~climstor/climate_news.html