Il corallo solitario Desmophyllum dianthus, che vive nelle profondità
di tutti i mari del mondo, porta con sé informazioni registrate fedelmente
nel suo scheletro calcareo che ci permetteranno di decifrare levoluzione
climatica degli oceani. Dai dati elaborati nel corso delle varie campagne
oceanografiche a bordo della nave Urania spiega Marco Taviani, ricercatore
dellIstituto di Scienze Marine (Ismar) del Cnr di Bologna abbiamo
rilevato che questi coralli secernono uno scheletro calcareo in aragonite le
cui bande registrano fedelmente le caratteristiche delle acque circostanti.
Attraverso la composizione geochimica di queste bande è possibile ricostruire
così la temperatura, la salinità ed altri aspetti degli oceani
passati e dunque comprendere meglio levoluzione degli oceani, direttamente
legata alle variazioni paleoclimatiche globali. La particolarità della
nostra scoperta è che abbiamo individuato che il fosforo intrappolato
nello scheletro minerale in questa diffusissima specie di corallo di profondità
è un perfetto indicatore della fertilità delle acque marine, cioè
in sintesi la ricchezza o meno di nutrienti nellacqua del mare. Questo
è un parametro molto critico nellopera di ricostruzione delle vicissitudini
climatiche passate.
Fino ad oggi, infatti, non era stato individuato nessun descrittore direttamente
proporzionale alla fertilità delloceano che veniva invece dedotta
in maniera indiretta e approssimativa.
Larticolo viene pubblicato oggi su Science e rappresenta il risultato
del lavoro di equipe di un team internazionale che comprende oltre che Taviani,
Paolo Montagna dellIcram ed altri ricercatori delluniversità
di Padova, Barcellona e Canberra.