Anche se non sono mimose, il classico omaggio per la Festa della donna, i
fiori equosolidali sono unalternativa sostenibile per i piccoli produttori
del Kenya e un regalo speciale per l8 marzo.
Acquistare le rose equosolidali non significa solo continuare a dare opportunità
di mercato a questi produttori, ma preservarli da condizioni di lavoro difficili.
Il Kenya è uno dei paesi più coinvolti nellesportazione
di questo bellissimo fiore, per il basso costo della manodopera e per lassenza
di controlli negli ambienti di lavoro.
Questo tipo di produzione può richiedere infatti ottanta passaggi chimici
durante il ciclo e molti lavoratori sono privi di contratto, con stipendi iniqui,
lavorano fino a 20 ore al giorno e non utilizzano alcuna protezione mentre impiegano
i pesticidi.
Le piantagioni in cui lavorano le organizzazioni che operano nel circuito
Fairtrade (Oserian e Ravine) sono state scelte sia per le tecniche colturali
utilizzate che per il rispetto degli standard SA 8000. I fiori vengono coltivati
infatti impiegando la coltura idroponica, in substrati a circolo chiuso che
consentono la razionalizzazione dellacqua e dei fertilizzanti impiegati.
I lavoratori sono pagati il doppio rispetto al minimo legale e hanno la garanzia
di contratti di lavoro a tempo indeterminato, un contributo per la casa e la
possibilità di organizzarsi in sindacati. Sono inoltre a disposizione
un ambulatorio e scuole gratuite per i bambini.
Le rose equosolidali certificate Fairtrade sono disponibili in mazzi da 9,
stelo 40 cm, in quattro varianti di colore: rosso passione, rosa giovinezza/amore
appena nato, arancio gioia/allegria e bianco purezza/innocenza. Si possono acquistare
nei punti vendita Coop, Pam, Nordiconad e Ortofin.