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Il
cioccolato è entrato di diritto tra i prodotti eccellenti
del nostro bel Paese, anche se come origine, viene proprio
da lontano. Svincoliamoci dal luogo-comune che vorrebbe il
collegamento automatico tra cioccolato e uova di pasqua o
con le creme spalmabili: esiste tutto un mondo di cultura
dietro alla nera dolcezza...
L’esaltazione del cioccolato nella civiltà
Il
cacao come metafora dell'amore e della tolleranza,
accentuando il potenziale magico e pagano esaltato dalla civiltà
Maya e definito a quel tempo "il cibo degli
dei", tanto da essere usati come moneta, ad esempio
per pagare i tributi all'imperatore. Esiste una sorta di analogia
fra il destino della protagonista e quello della cioccolata:
è stata infatti storicamente oggetto di repressione, giudizi
moralistici e messe al bando. A questa bevanda, o cibo, attribuivano
poteri afrodisiaci e si dice che Montezuma, il cui
harem contava all'incirca 600 concubine, ne consumasse cinquanta
tazze al giorno. Il cioccolato veniva offerto in occasione
delle feste più importanti, come nozze e battesimi,
riti della pubertà e funerali, ed era dato come compenso ai
soldati che si erano maggiormente distinti in battaglia. Madame
du Barry, favorita di Luigi XV, lo offriva ai suoi amanti
e Casanova lo raccomandava prima e dopo le fatiche
d'amore.
Le spiegazioni scientifiche di tali proprietà risiedono
nelle virtù delle circa 500 sostanze che il cacao contiene.
E’ questione risaputa il fatto che aiuti nella riconquista
del buonumore grazie all’alta dose di serotonina, alla
teobromina ed alle endorfine: queste ultime contrastano
il dolore, mentre le altre aumentano la capacità di concentrazione
e la prontezza di riflessi, oltre a infondere calma e migliorare
l’umore.
Breve
storia del cioccolato
Il cioccolato puro è ovviamente il prodotto della lavorazione
del cacao, una coltivazione vecchia di 2000 anni
e proveniente dall'America centrale. Sembra che siano stati
gli Olmechi, popolazione precedente i Maya e gli Aztechi,
i primi a sfruttarlo. Fu subito amore tra conquistatori europei
e cacao, che tuttavia stentavano i motivi delle feste e delle
celebrazioni al momento della semina e della messa a dimora
degli alberi, da parte dei nativi. Al momento della sconfitta,
nel 1520, Montezuma ne aveva accumulato un enorme quantitativo,
stimato attorno ai 5.000 quintali.
Cristoforo Colombo lo portò con sé al rientro, anche se,
comunque, il cioccolato incominciò ad essere apprezzato in
Europa solo nel del diciassettesimo secolo.Ad esserne
conquistati, furono i nobili. Secondo alcuni, Napoleone
era solito stare sveglio a pensare alle sue prossime battaglie
bevendo molte tazze di cioccolata..
Nel 1879, uno svizzero, Lindt, inventa il "concaggio",
l’operazione che toglie l’acidità al fondente: questa è considerata
la procedura tecnologica che ha creato il cioccolato, così
come lo conosciamo oggi.
Il gianduiotto invece è una invenzione italiana
della fine del secolo scorso ed il suo nome deriva dalla maschera
piemontese Gianduia.
Cosa è mai questo cioccolato?
E’,
come si è detto, il frutto della lavorazione dei semi di una
pianta tropicale che porta a maturazione delle grosse drupe
dallo spesso involucro, dure e tondeggianti, dette fave
del cacao. Vengono liberati dai residui della polpa,
sottoposti ad una prima cernita, torrefatti, sgusciati a macchina
e, dopo una nuova cernita, macinati e ridotti ad una pasta
fluida. A quest’ultima vengono poi uniti lo zucchero
raffinato, la vaniglia ed altri aromi. Puro è un alimento
dall’alto valore energetico e nutritivo, anche in dipendenza
dalla quantità di polvere di cacao usata e dallo zucchero
aggiunto, che stimola gli organi della digestione, oltre ad
essere uno degli alimenti dalla più rapida digestione, visto
che il burro di cacao viene accolto dallo stomaco come un
normale grasso vegetale. Con il burro di cacao vengono preparati
molti tipi di cioccolato.
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