Ingredienti:
300 g di fagioli borlotti secchi
1 pianta di cavolo nero
200 g di farina di mais
2 patate di media grandezza
1 grossa cipolla
1 carota
1 costola di sedano
2 spicchi d'aglio
4 foglie di salvia
2 fettine di lardo salato
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
sale e pepe |
Lavate
i fagioli e metteteli a mollo in acqua leggermente tiepida
lasciandoveli per almeno otto ore quindi metteteli in una
pentola, copriteli con circa due litri di acqua fredda e unitevi
uno spicchio d'aglio, la salvia e il sale. Coprite la casseruola
e lasciateli cuocere a fuoco lento per due ore abbondanti.
Sfogliate il cavolo, lavatelo più volte sotto l'acqua
corrente quindi scartate la costola centrale delle foglie
e tagliuzzatelo.
Sbucciate le patate e tagliatele a dadini. Mondate sedano,
carota, aglio e cipolla e tritateli insieme alle fettine di
lardo. Scaldate l'olio in una casseruola grande e fatevi imbiondire
dolcemente il trito di verdure. Quando comincia a prendere
colore, unitevi il cavolo e le patate, rialzate la fiamma,
condite con sale e pepe e lasciate insaporire le verdure nel
soffritto, mescolando continuamente.
Dopo una decina di minuti, una volta che il cavolo si sarà
appassito, versate nella casseruola i fagioli cotti con tutta
la loro acqua. Regolate il sale e, non appena riprende l'ebollizione,
versate a pioggia la farina di mais, mescolando energicamente
perché non si formino grumi. Proseguite la cottura
per circa quaranta minuti mescolando quasi di continuo. La
minestra, che dovrà risultare piuttosto densa, si mangia
ben calda, completandola a piacere con un filo d'olio crudo
e con una macinata di pepe. L'infarinata lasciata raffreddare
si indurisce molto, quasi come una polenta, ed è ottima
tagliata a fette e fritta.
Quando in campagna non si sprecava veramente niente, per
cucinare questa minestra si utilizzava l'acqua di cottura
del biroldo, un insaccato tipico della zona simile al cotechino,
confezionato con il sangue, la testa e le interiora del maiale.
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