A Casola Vasenio (RA) alla Festa di primavera sfilano i carri di pensiero 25
aprile e 1 maggio
Anche se in un periodo leggermente posticipato rispetto alle origini, riproponendo
una tradizione popolare ultra centenaria - era il 1891 quando un gruppo di artigiani
del paese decise di organizzare la Festa di Mezzaquaresima, pure detta della
Segavecchia - anche in questo 2009 Casola Valsenio, "Paese delle Erbe e
dei Frutti Dimenticati" sulle colline della provincia di Ravenna, si appresta
a celebrare l'originale Festa di Primavera. L'appuntamento è fissato
per l'intera giornata di sabato 25 aprile per le vie e le piazze del centro
storico del paese, con il momento clou della sfilata dei "carri di pensiero"
nel pomeriggio.
La sfilata replicherà poi venerdì 1° maggio in notturna, arricchendosi
così per l'occasione di giochi di luce e musiche legate ai temi e alle
allegorie rappresentate dai carri.
Quella di Mezzaquaresima era festa di origine pagana che interrompeva il grigiore
della Quaresima con un giorno di carnevale. Prendeva così vita la sfilata
del carro della Vecchia (rappresentata da un enorme e grottesco mascherone)
e il corteo di carri accompagnati dal lancio di confetti e di aranci. La Vecchia,
nella tradizione romagnola, era vista come la colpevole di tutti i mali della
stagione agricola passata e per questa colpa, dopo un processo caricatura, veniva
segata (da qui la ricorrenza della "Segavecchia") o, come succedeva
a Casola, bruciata in piazza tra canti, urla e balli con un rogo di purificazione
e di buon auspicio per la stagione che stava per iniziare.
Pur avendo mutato nome e data, la festa di Casola Valsenio conserva inalterati
i caratteri tradizionali degli inizi. Sfila ancora, preceduto dalla banda del
paese, il carro della Vecchia che viene processata e bruciata, e sfilano ancora
i "carri di pensiero", ogni anno ricchi di forme nuove, di allegorie
sempre più raffinate, di costumi e colori più ricercati e con
dimensioni sempre più imponenti (alti fino a sei metri, accolgono anche
venti figuranti). Inoltre, come è sempre stato, i figuranti restano immobili
in forme plastiche per tutto il tempo della sfilata, dando vita e dei veri e
propri quadri viventi, una sorta di pagina tridimensionale di letteratura popolare.
Si tratta di un linguaggio che, anche in questo nuovo secolo/millennio, conserva
tutta la sua forza di comunicazione e di impatto emotivo per l'originalità
delle idee, per la ricercatezza dei costumi e dei colori, per l'imponenza e
l'arditezza delle forme. Un linguaggio che resta ancorato alla tradizione, pur
adeguandosi ai mutamenti di costume e di cultura. Come una volta, i costruttori
dei carri lavorano gratuitamente per oltre un mese, per la soddisfazione di
un premio simbolico, per l'applauso della folla e, soprattutto, per l'affermazione
dell'idea che esprimono con il carro.
Info: Ufficio Informazioni Turistiche Casola V. tel. 0546 73033