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Indimenticabile Australia
Dopo le fatiche matrimoniali, eccoci pronti per affrontare il viaggio dei nostri sogni, il viaggio dei viaggi, il nostro viaggio di nozze!

Me from botanic gardens me and gino kangaroos and me fighting kangaroos joey gino & me koala promenade free KOALA!  hedley reef gino rainforest captain cook esplanade cairns echidna wombat !   me at the Olgas ayers rock waiting 4  the sunset at ULURU aboriginal painting at uluru fur sea lions cape trib beach sleeping seals!  puppy seal

Smaltita la sacralità della cerimonia religiosa, e la festa profana ad essa seguita, ora siamo proprio pronti per le nostre 3 settimane "downunder"! wow, ancora non ci sembra vero!

27 settembre, ore 7, inizia l'avventura in quel di Genova, all'aeroporto C.Colombo, in partenza per Parigi Cdg, da cui poi proseguiamo alla volta di Singapore. Arriviamo nella città dei leoni la mattina del 28settembre, l'aeroporto è semplicemente favoloso! Si potrebbe mangiare per terra, dal tanto che è pulito! Il volo Qantas è stato ottimo, ma a causa di una "dolcissima" bambina (l'avremmo uccisa!) che non ha smesso di scocciare (giuro, mai! eppure il volo è durato 12 ore… ) nemmeno per un millisecondo, le ore di sonno all'attivo, sia mie che di mio marito, sono quantizzabili a zero… iniziamo bene l'avventura! Mi reco verso la zona fumatori del Changi airport, e vengo invasa da una cappa di umidità al cui confronto l'umidità dell'estate genovese appena trascorsa è stata nulla… decido di farmi del bene, e con somma gioia di mio marito, spengo la sigaretta con forte anticipo e mi rifiondo nell'aria condizionata della zona non-fumatori (e pensare che io odio l'aria condizionata! ). Dopo un'ora (per fortuna!), ecco la coincidenza Qantas per Sydney. Che emozione, dopo qualche ora di volo, vedere sotto i miei occhi il Carpentaria Gulf, segno che siamo "in terra d'Australia"! Ancora non mi sembra vero… troppo bello per essere vero…

Adesso il mare non si vede più, al suo posto scorre l'immagine di un outback pigro, ma soprattutto deserto, sarà forse questa la ragione del nome"never never"con cui si identifica una discreta parte del territorio aussie?

L'arrivo a Sydney ci emoziona… la vediamo al tramonto sotto i nostri occhi… dopo 27 ore di volo, un sonno e relativo mal di testa pazzeschi, l'atterraggio a Sydney arriva come una manna! Ci fionderemo subito al Four Points Sheraton, in fondo bisogna riposarsi e prendere subito il fuso australiano, se no sono guai… a questo proposito consigliamo di arrivare in Australia verso sera, come abbiamo fatto noi, perché, dopo una doccia, si va subito a dormire, permettendo al nostro corpo di attutire meglio sia le fatiche del volo che quelle del fuso orario nettamente a nostro sfavore.

Con 8 Aud ($ australiani) lo shuttle ci porta in hotel, non molto, almeno se paragonato al costo dei ferries usati nei due giorni successivi. Finalmente siamo in Australia! ancora non ci credo, ma quando il display del mio cellulare indica: Aus Vodafone, mi rendo conto che non sto più sognando, ora è tutto una splendida realtà!

29/30 settembre: Giorni dedicati alla visita della città di Sydney: a me è piaciuta da impazzire, a mio marito meno, forse perché lui non ama le città troppo incasinate… pero'non lo capisco: passi pure che io adoro Londra e lui no, ma come fa a dire che Sydney è "un macello" ? Non sarà la città più calma del pianeta, ma ai livelli europei x fortuna sua non ci è ancora arrivata!
Su una cosa pero'concordiamo: la baia è qualcosa di meraviglioso, e Sydney vista dal mare dà il massimo di sé. Lui si incanta a guardare l'Harbour Bridge, io l'Opera House, io perderei volentieri ore a fare shopping in quel di George street (anche se devo ammettere che Sydney si verificherà la città più costosa, almeno in paragone a quelle che visiteremo dopo) mentre lui si appassiona ai Royal Botanic Gardens; insomma, Sydney offre un po' di tutto, e globalmente per me vale un voto 8/9, mentre per lui si attesta su un 7 con un paio di meno (sigh! ) .

La città, come tutta l'Australia, è in fermento, per l'imminente inizio del campionato di rugby; io ci capisco molto poco, ma noto che gli australiani nutrono una profonda passione verso questo sport. Ma ecco che si presenta lo scontro con l'unico difetto che secondo noi, l'Australia possiede: si mangia male! E noi non siamo certo gli italiani classici che mangiano spaghetti in Africa, pero'devo ammetterlo… anche il paradiso (l'Australia) un difetto ce l'ha: il cibo, comunque si giri la frittata (tanto per rimanere in tema) non è paragonabile alla bellezza del downunder country, siamo onesti…
A Sydney fa freddo, la gente locale ci dice che la settimana prima del nostro arrivo, quando è iniziata la primavera, c'era talmente tanto caldo che tutti i turisti si gettavano verso Bondi beach a prendere il sole; ebbene, se solo noi oggi andiamo a Bondi (come facciamo) una cosa è certa: prenderemo tutto tranne che il sole e il caldo! Difatti è nuvoloso, e fa freddo! Possibile che ho dovuto attraversare il pianeta per ritrovare lo stesso identico vento freddo che attanaglia Genova durante l'inverno? Pero', proprio la mattina della nostra partenza da Sydney, non dico che sia caldo, ma almeno il vento gelido si dà una bella calmata.

1 ottobre: Di buon mattino ci rechiamo al Kingsford Smith per prendere l'aereo alla volta di Adelaide, città che ci serve come base per il nostro "safari"alla scoperta di Kangaroo island; in realtà Adelaide è gradevolissima! Mio marito la decreta città più bella da lui mai visitata (combinazione di pace, relax, non fumatori, giardini ovunque, no smog, no stess, etc etc, sono per lui cocktail vincente…) io concorderei anche, se non fosse che scopro che qui, come in ogni altro luogo dell'Australia, un pacchetto da 25 sigarette di Marlboro Lights costa la bellezza di 11 Aud circa! e io che mi lamentavo dei prezzi da noi… ma non sono venuta certo in Australia per perdere tempo dietro alle sigarette…allora decido che per un po'non fumero'.. in compenso mi getto a capofitto negli ottimi ristoranti indiani della città! Ci sono anche molti ristoranti italiani (Adelaide nutre una forte presenza di italiani emigrati-beati loro! aggiungiamo noi) ma noi preferiamo evitare il cibo italiano all'estero, gettandoci sul messicano e sull'indiano. L'hotel, il Meridien, non è niente di speciale, ma per l'uso che ne facciamo… va più che bene, visto che è costato proprio pochino… anche qui visita della città, molto tranquilla e rilassata, dove non manca nulla, ma proprio nulla! Anche qui visita dei Botanic gardens (mio marito è perito agrario, ecco da cosa scaturisce la mania per i gardens), io apprezzo per il fatto che noto con piacere di essere dall'altra parte del mondo anche per un fattore che accomunerà tutta la nostra luna di miele australiana: nei Garden c'è un negozietto che vende talee di piante presenti nei gardens stessi; ebbene: la signora addetta alle vendite chiude in anticipo per motivi personali; alcuni cittadini di Adelaide comprano certe piante, e poi lasciano i soldi su un tavolino in bella vista;torniamo dopo 2 ore: la signora delle vendite non è più tornata, ma i soldi ci sono tutti! Sorge spontaneo il paragone con l'Italia (l'ex lavoro di mio marito era proprio questo) 1. qui ci saremmo presi le piante senza lasciare soldi, 2. avremmo preso i soldi lasciati da chi aveva preso le piante in questione. Preferiamo fermarci qui… rimaniamo piacevolmente stupiti nel notare quanto la gente si preoccupi di aiutare i turisti che non hanno gran dimestichezza con la mappa (seppur semplice) della cittadina. Proprio gentili questi australiani! (ce l'avevano detto, ma provare per credere!).

Torneremo ad Adelaide (il cui motto è: "The place where to live and work-nota. è vero! ) la sera del 3 ottobre; ci piacerebbe fermarci di più, ma le tappe del tour incalzano, e tre settimane non sono molte per visitare il "continente Australia"!

2/3 ottobre: Kangaroo island (in aereo da Adelaide). Spesso nei tour non viene inclusa: errore! Perché per noi (premessa: amanti della natura e degli animali liberi, fuori dagli zoo, della vita selvaggia dove siamo noi umani"ingabbiati"e gli animali finalmente liberi) è stata in assoluto l'escursione più bella di tutta la nostra esperienza australiana! Non solo perché vi abbiamo dedicato due giorni interi (la maggioranza dei tour che la includono, si limitano ad un giorno, o al massimo un giorno e mezzo, ma mai due pieni), non solo perché abbiamo volutamente scelto un tour più costoso, ma più completo dell'isola, non solo perché abbiamo evitato la zona più turistica dell'isola, per fiondarci nella pace assoluta (il paragone con la nostra Africa sorge spontaneo…) del Parco nazionale di Flinders Chase, ma più semplicemente perché Kangaroo island è rimasto uno degli ultimi luoghi in Australia (se non addirittura l'ultimo) dove gli animali vivono liberi e rispettati (certo, i canguri morti ai bordi della strada ci sono anche qui, purtroppo, e il mio cuore ci soffre mica poco, pero' almeno qui chi li stira, poi scende dalla jeep e se nel marsupio trova un piccolo, lo prende con sé e lo porta al centro recupero"orfani della strada", questo per noi è già qualcosa) e gli abitanti di K.I (il nome abbreviato dell'isola) vivono in assoluta armonia con l'ambiente che li circonda; insomma, per noi è un paradiso. Qui io e mio marito siamo concordi al 100%: voto a K.I.? : 10piùpiùpiùpiùpiù (il top! )

Russell (di cui ricordo il nome perché adoro l'omonimo Russell Crowe, ma la nostra guida non è come lui… magari! ) è una guida molto simpatica, discreta e "alla mano". Parliamo con lui come se lo conoscessimo da sempre! anche a lui ottimo voto! parentesi che non c'entra nulla, ma che mi è venuta in mente ora: il prossimo/a che dice che gli aussie men sono belli, gli chiedero' di pagarmi il volo aereo e di portarmi a vedere dove li ha visti! Idem vale x le women! Mio marito, che si aspettava di vedere cloni di Megan Gale o Elle McPherson, rimane ancor più deluso di me… beh, vorrà dire che si dovrà accontentare della sua neo-moglie! Ok, abbiamo scherzato pure troppo, ora torniamo seri, su K.I.non si scherza, guai a chi tocca il nostro paradiso! a K.I si mangia spendendo poco, si vive spendendo poco e l'unica nota stonata è l'unica banca dell'isola, che chiede ben 11 Aud di commissione sugli € da noi cambiati (scemi, potevamo pensarci prima, ad Adelaide?). Diciamo subito a Russell le motivazioni che ci hanno spinto a scegliere questo tour piuttosto che altri: ok, vogliamo visitare i punti di forza dell'isola, ma a noi ci preme molto anche vedere canguri e koala in assoluta libertà; in Australia non è facile vederli liberi. Detto fatto, accontentati! Russell ci porta a fare koala-watching! una pazzia! ma come accidenti si fa a vederli? sono mimetizzati sugli eucpalipti dove dormono e per giunta nei rami più alti! Mio marito, che è riuscito a vedere un tordo occhio bianco (uccellino endemico kenyota, che vive solo in un parco nazionale kenyota) in mezzo alla boscaglia africana, non ha certo problemi ad identificare i koala dormienti e dolcissimi (sono realmente tenerissimi!) in cima agli eucalipti, io ho qualche problemino, invece… dopo circa un'ora, riesco ad abituarmi, ma decido che è meglio dare il superobiettivo a mio marito, ed è meglio che io vada con Russell, super esperto (lui vive 6 mesi a K.I.gli altri 6 fa il pescatore sempre nel South Australia, ma sulla costa) di koala-watching, che mi aiuterà! wow, ora li riesco a vedere pure io! Mega zoommate su di loro, wow! Quando mai mi ricapiterà di vederli cosi'? Si va verso Seal Bay, la baia di K.I. che ospita il numero di foche e leoni marini più alto d'australia;sotto l'occhio attento dei rangers, si puo'passeggiare in mezzo a loro, che belli che sono! Il vento freddo proveniente dall'antartide ci ricorda appunto che sotto di noi c'è solo il continente di ghiaccio, ma stare qui a Seal Bay è talmente bello che con un super berrettone comprato seduta stante riesco anche a dire che non ho freddo… sulla via del ritorno dalla spiaggia delle foche, una di esse di taglia la strada! e' convinta che potremmo essere potenziali predatori del suo piccolo (la spiaggia era piena di nuovi nati) quindi ci "urla" contro parole poco simpatiche… stiamo circa 20 minuti fermi nell'attesa che lei capisca che non siamo un pericolo e quindi ci lasci andare per la nostra strada. Lo sappiamo, per alcuni questo potrebbe essere una menata pazzesca, ma non per noi, che abbiamo fatto 27 ore di volo anche per vedere queste "naturalità"! Nuovamente il paragone con la nostra Africa sorge spontaneo: "ti ricordi la femmina di ghepardo che si fermo' a mangiare la gazzella proprio sotto la nostra jeep, sotto il sole cocente del Masai Mara, in kenya? "."Si, ricordo bene, come potrei scordarlo? ". No, non scorderemo né la signora ghepardo, né la signora inc…foca di K.I.mai, impossible dimenticare!
Siamo o no degni di Superquark?

Ci fermiamo a pranzare in una fattoria tipica australiana: ottimo pranzo e come dolce c'è anche il miele ligure… si, proprio lo stesso miele famoso nella nostra regione! Un secolo fa, un inglese porto'alcune api liguri a K.I., esse decretarono l'isola come loro paradiso (come dar loro torto?) ed ecco spiegata la presenza di miele purissimo (perché ottenuto da api solo di K.Ie non anche dell'Australia continentale) ottenuto dalle nostri apette (mio marito è anche apicoltore! giuro… anche se io lo prendo sempre in giro, è cosi', era cosi' esaltato quando ha saputo che dall'altra parte del mondo esisteva un miele prodotto da apette liguri!). Dopo pranzo si va a vedere le New Zealand Fur sea lions, in una baia attigua a Seal Bay; la baia, come la precendete è stupenda, invoglia (tempo permettendo) a lunghi bagni di sole e mare, ma questi ultimi, anche in piena estate, sono imoraticbali, per via dell'alto numero di squali presenti in questi acque; in fondo qui (almeno qui, per fortuna! ) i signori del mare male non se la passano, le foche sono per loro proprio un bel pranzetto! Le foche della Nuova Zelanda sono molto particolari, e a forte rischi di estinzione, perché ai tempi della caccia per le pellicce, esse furono quasi sterminate, in quanto la loro pelliccia è molto folta e spessa, ideale per i pellicciai, molto meno per queste poverebestie, che per fortuna ora se la passano bene. Unico inconveniente: questa colonia, che vive nei pressi dell'Admiral Arch (un arco naturale di rara bellezza) espleta le sue funzioni fisiologiche sulle rocce tra l'arco e il mare, quindi, quando non piove per un po', l'odore non è dei più respirabili, in compenso per gli amanti della fotografia (qui c'è una luce perfetta e un cielo fantastico) degli animali e della natura, anche questo è un luogo da 10più. Ed ecco via, alla volta delle Remarkable Rocks, rocce formatisi nel corso dei millenni con l'erosione del vento, a picco sul mare. C'è un punto, in questo sito, chiamato "divorce point"; la guida mi suggerisce che se mi sono già stancata del mio neo marito, questa potrebbe essere la soluzione ideale per me… hmh hmh… fammi pensare… potrei approfittarne… la roccia in quel punto è scivolosa, anni fa qualcuno poco prudente volle fare il fighetto e scivolo'a picco; beh, scherzi a aprte, prefrisco non approfittare del divorce point, anzi, propongo a Russell di ribattezzare l "ameno luogo" come "widow point" nel caso in cui qualche donzella sia annoiata dalla vita di coppia… potrebbe approfittarne! Battute a parte: a Remarkable Rocks si scattano foto stupende!

Nel cammino in jeep verso la valle "dei canguri" (o kangaroo point) Russell frena e vede ben 3 echidne (wow!) ai bordi della strada! Dice che siamo fortunati, non sempre si riescono a vedere in libertà, come sono simpatiche!
Ed eccoci nella valle del paradiso, almeno per noi! La pianura dove scendiamo è piena, e dico letteralmente piena, di canguri! mamme con il loro piccolo nel marsupio, maschi che lottano (proprio come nei documentari) per il dominio sull'harem delle signore cangure, canguretti che saltano qua e là, che ci guardano timorosi ed un po' impauriti, ma che, se ti sai avvicinare con calma e tatto, non scappano, ma restano li' ad osservarti;se non li agiti, riesci persino, come siamo riusciti noi, a farti scattare alcune foto vicino a loro, spettacolo! Inutile dire che la nostra casa si è già riempita di foto targate K.I.

Andiamo verso il nostro Kangaroo Island Wilderness resort, immerso nella pace e nella tranquillità del p.naz. di Flinders Chase, area protetta che occupa gran parte dell'isola, dove cellulari, internet, e tutto cio'che sa di tecnologico, è per fortunabandito! Il nostro bungalow è nel corpo centrale del resort, la camera è una delle più belle da noi mai visitate nel corso di vari safari o comunque tournel bel mezzo della natura! Non manca nulla, ma tutto è rigorosamente all'insegna dell'ecologico, che bello, diciamo noi, se tutto il mondo fosse cosi'! Ceniamo alla grande, veramente bene, tutto sa di genuino, alla faccia degli allevamenti intensivi e dei fast food! E il vino rosso che ci viene offerto in quanto honeymooners (finalmente non la solita bottiglia di brut! ) è speciale, va giu'proprio bene, ma è un po'forte… Russell, a cui ne abbiamo offerto un po' (anche se lui aveva pasteggiato a birra! nota: la birra australiana è buonissima!) dice che se domani mattina vogliamo vedere i platypus (ornitorinco) è meglio smetterla col vino… che simpatico! Decidiamo di alzarci alle 6, i platypus ci aspettano! Sono animali molto timidi e per giunta notturni, quindi vederli non sarà facile, ma ci proviamo… Che bello trascorrere la nottata e il risveglio all'alba con il suono della natura, per noi abituati alle sirene della Polizia o delle ambulanze pure alle 4 del mattino! Momenti che vorremmo non finissero più… finalmente abbiamo trovato il nostro "angolo di pace". Mio marito è al settimo cielo, io pure, e non mi manca la sigaretta (non fumo, eppure non mi manca!), quindi mio marito dice che pur di farmi smettere di fumare, verremo a vivere qui (magari!). Ore 6.30 del 3 ottobre..platyus? ? stiamo arrivando! Slla superficie della Platypus pool nessun segno… poi Russell, che a quanto sembra ha smaltito lo shiraz bevuto ieri sera piuttosto bene, vede un movimento furtivo nell'acqua, eccone uno! Mio marito riesce per pochissimi istanti a filmarlo, ma sono attimi rapiti ad uno degli animali più elusivi endemici dell'Australia! Torniamo a fare il nostro breakfast al resort, felicissimi! ovviamente qui a K.I. è il luogo dove abbiamo mangiato meglio, ed anche il breakfast non fa eccezione! Non siamo fobici del cibo, ma dopo mega cups di patatine fritte, due giornate di disintossicazione ci volevano proprio!

Ritorniamo sulla jeep e Russell ora ci porterà alla koala encounters promenade, una passeggiata adiacente all'incontaminato Flinders Chase piena di koala. Contraddizione (e qui notiamo che tutto il mondo è paese); per via della riduzione degli spazi riservati agli animali, e la deforestazione, oltre che gli incendo, il koala in Australia è a forte rischio di estinzione, ma qui a K.I. no! anzi! Durante la passeggiata la guida ci mostra molte femmine di koala con un tassello di plastca rossa pinzato all'orecchio: significa che sono state sterilizzate! Il koala qui è in sovrannumero, strano ma vero! ma la colpa è nuovamente dell'uomo! Il koala a K.I. non dovrebbe esserci, è stato importato dal continente, qui ha imperato sovrano e senza gli abbattimenti degli alberi (sull'isola caccia e disboscamento sono puniti con 20 anni di carcere! approviamo alla grande) si è moltiplicato a dismisura finendo per danneggiare se stesso, in quanto l'eucalipto presente sull'isola non basta più per tutti… cosi', onde evitare di ucciderli, i rangers locali hanno optato per la sterilizzazione di alcune femmine.
Dopo questa parentesi nuovaente (guardacaso) animalista, siamo felici ed emozionatissimi quando vediamo, tra i tanti koala passati sotto inostri occhi, anche una mamma con un piccolo che spunta timidamente dal marsupio, quasi mi commuovo… Russell sorride, per lui è normale vederli, per lui sono come i nostri cani e gatti, ma per me no, per me sono l'incontro della vita!

Ancora col magone (anche mio marito ce l'ha, che strano, pensavo si commuovesse solo davanti al ficus benjamino o al gingko biloba! sappiate che mi sta mazziando per cio' che ho appena scritto…) e la lacrima appesa a mezz'asta, ci rechiamo verso un punto panoramico dell'isola; la giornata è serena, anche se freschetta, e in lontananza scorgiamo la lunghissima spiaggia di Adelaide! Dopo un po' di shopping (anche qui, sono proprio malata!) pranziamo in un luogo molto caratteristico, immerso nel verde, molto rilassante! La nostra guida ci dice che abbiamo ancora un'ora di tempo prima che (purtroppoooo) ci debba riaccompagnare a Kingscote, il capoluogo dell'isola, da dove ripartiremo alla volta di Adelaide, quindi ci porta in un "wildlife park". Io li' per lì non apprezzo molto, perché se è vero che gli animli non sono ingabbiati e tristi come allo zoo, è pur vero che non sono liberi come li abbiamo visti finora. Russell concorda ma mi dice che ne varrà la pena, anche solo che per un particolare… e poi si vedrà il wombat… appena mio marito sente la parola wombat, si esalta oltremisura (lo adora! ) cosi'si decide, io perché sono incuriosita dal "particolare" citato da Russell, lui per il wombat… (che comunque è veramente carinissimo). Arriviamo in una farm, gestita da una signora e la sua famiglia, gentilissime! Ci danno dell'erba medica da dare in pasto ai canguri! cosi' facciamo, scattando milioni di foto! accarezziamo un koala (non mi sento tanto in colpa perché è stato salvato-questa signora è una di quelle che salva e raccoglie gli animali orfani che non potrebbero essere rimessi in natura, quindi o cosi'o morto…) ma la cosa più tenera (ncora ora, se guardo la foto che è appesa proprio sopra il pc da cui sto scrivendo, la lacrimuccia scende…) è stato tenere in braccio un cucciolo di 6 mesi di wallaby, la cui madre è morta schiacciata da una jeep mentre lui (è un boy! ) dormiva nel marsupio.

La signora è riuscita a salvarlo e ora lo cura come un figlio; lo ha a vvolto in una felpa, e poi me lo ha messo in braccio; per poco scoppio a piangere dalla felicità! Mi dà persino un bacetto sulla guancia, ok, ho capito, è amore a vita! Mio marito, 190x100 kg, ha paura di tenerlo in braccio, dice che non vuole fargli male, ma alla fine la signora lo convince e il boy non sembra infastidito più di tanto! In questa farm la signora non tiene serpenti (li teme! strano trovare un'australiana che li teme, di solito loro, abituati a convivere con i serpenti più velenosi della terra, sono avvezzi a tenerne qualcuno-ovviamente specie non velenose, beh, per me non fa differenza, visto che sono terrorizzata a priori, al di là del veleno) il che fa si che io mi aggiri libera per la fattoria, senza il timore che mi arrivi alle spalle un tipo con "una bestia" sul collo… oddio, dopo tanta felicità ed emozione, potrei morirne… Unica nota dolente: vedere i laughing kookaburra in gabbia non ci ha fatto piacere… loro facevano il loro tipico verso, ma a noi felici non ci sono proprio sembrati! per il resto, un'ora di tempo spesa benissimo! Come dice sempre mia madre "tutto viene, tutto passa" ! ed anche per noi è giunta l'ra di congedarci da K.I.che tristezza! infnita tristezza! In aeroporto a Kingscote mio marito propone di starcene a K.I. ancora un po', io ci starei al 100%, ma domani ci aspetta Uluru (il nome che gli aborigeni, legittimi porprietari, danno ad Ayers Rock). Peccato! Un vero peccato essere stati a K.I.solo due giorni.

4/5/6 ottobre: Volo da Adelaide ad AliceSprings, da qui immediata coincidenza per Ayers Rock, dove arriviamo in forte ritardo, per fortuna che il pulmann che ci trasferisce all' Ayers Rock Resort di Yulara Road ci aspetta appena fuori dal piccolo aeroporto disperso nel bel mezzo del nulla più totale (mio marito, dopo tanti animali e giardini, verde e natura, impatta non bene con l'outback, e tuttora, a parte Ayers Rock, non si dimostra particolarmente entusiasta).

La nostra prima notte nell'outback sarà nel tranquillissimo e carinissimo hotel The Lost Camel, comunque, dal più semplice Outback Pioneer al più lussuoso Sails in the desert, ogni hotels dell'unico complesso esistente ad Ayers Rock, ti dà diritto ad usufruire di tutti gli hotels e servizi, indipendentemente dall'hotel in cui si è ospiti; i prezzi per dormire non sono economici (c'è da immaginare il perché… non c'è niente, e dico proprio niente, intorno!) ma per mangiare non si spende molto, anzi! E il fornitissimo supermercato proprio nel nostro hotel ci dà una mano col portafoglio… Iniziamo subito il tour dell'outback, conoscendo la nostra autista (una certa Kirbie, dai modi non porprio gentili, e non lo dico perché la signorina in questione non amava i maschietti… perché non abbiamo pregiudizi su questo punto, ma lo diciamo perché, in un paese popolato da persone gentilissime d educatisisme, quella maleducata la noti subito…) che ci accompagna subito a vedere le kata Tjuta, alias i Monti Olgas: a me sono piaciuti tantissimo, molti li ritengono superiori allo stesso monolito, magari non è proprio cosi', pero' è pur vero che ci sono piaciuti parecchio, soprattutto camminare all'interno della valle dei venti (per fortuna il mio odiato vento era poco presente, e comunque era molto caldo, quindi male non faceva): scatti indimenticabili! E poi, via, verso il nostro primo incontro (l'avevamo già visto da lontano, e vi assicuriamo che vedere il monolito nel bel mezzo del nulla fa un certo effetto) con il figlio del mito australiano, lui, l'Ayers Rock, che cambia colore 6 volte in 24 ore, che ti cattura, che ti affascina, insomma, colpisce, inutile negarlo! Eccolo, lui, Uluru, in tutta la sua magnificenza, prossimo al tramonto, certo che i brividi un po' li fa venire… champagne, vino, stuzzichini (ci trattiamo bene!) mentre dopo infiniti scatti e riprese, salutiamo l'arrivo del tramonto con un brindisi che mai e poi mai scorderemo più.

Altra stranezza: non solo il cambiamento climatico globale si fa sentire anche downunder, ma ci colpisce proprio in prima persona. Anche nella notta fonda, nell'outback non fa freddo (si dice che, come in tutti i deserti del mondo, di notte faccia un freddo bestia, ma a noi non è capitato) e il cielo stellato (e che stelle! ) fa da corona ad una notte in cui anche dormire sembra uno spreco, sempra voler togliere del tempo allo spettacolo che solo questo cielo australiano ci sa dare… ma l'indomani abbiamo una giornata faticosa, quindi nanna!
Il mattino dopo, ore 4 la sveglia (sigh!), si ci alza e si va il mitico Uluru, che ci aspetta per mostrarci tutta la sua bellezza quando il sole albeggia. Colazione sotto i suoi piedi, con stuzzichini e pure vino (si che io e mio marito siamo amanti del vino, ma alle 5 del mattino…). L'alba è per noi forse ancora più magica, più mistica del tramonto visto ieri. Voto, un 10 meritatissimo!

Questa mattina Uluru non si puo' scalare (noi, per rispetto del volere degli aborigeni Anangu, avevamo già deciso dall'Italia di non scalarlo, ma dobbiamo fare una precisazione, che accomuna tutti noi italiani che ci siamo conosciuti ai suoi piedi - tante coppiette di italiani in luna di miele! perché si dice ai sette venti di non scalarlo, quando poi lo si permette? i casi sono due: o lo si fa senza consigliare di non farlo, o lo si vieta a priori! deduco poi che sia uno-dei tanti compromessi che gli Anangu hanno dovuto accettare per ridiventarne proprietari legittimi secondo noi loro sono gli unici a doverne essere legittimi proprietari, senza che qualcuno gli permetta di essere tali) meglio, pensiamo io e Gino! Faremo la passeggiata (3 ore circa) tutto intorno alla sua base, ascoltando le spiegazioni del mito della Tjukurpa aborigena, un vero fascino! Kirbie non sarà simpatica, ma conosce la storia di Uluru molto bene.
Poi, prima di andarcene da Yulara, andiamo al centro culturale aborigeno; molti servizi multimediali al suo interno (che servono per raccontare meglio, anche in italiano, la storia di Uluru e del popolo che da sempre vive li'con lui) non sono agibili, poiché è appena deceduta una boss degli Anangu; per loro si deve rispettare un certo periodo in cui non va mai pronunciato il nome del/della defunta (difatti il suo nome è coperto con una striscia di scocth nero) e quindi, visto che nella registrazione si sente anche la sua voce di benvenuto a "noi stranieri", beh, niente conferenza multimediale! I prezzi del negozietto adiacente al centro non sono certo popolari, bensi' figli del business legato ad Uluru stesso. Compro pero' (guardacaso!) due piatti autentici da appendere al muro ad un prezzo popolare (un due per uno dall'altra parte del mondo! ).

Pranzo veloce al centro (patatine in cups e hamburger, confesso che un pensierino alle nostre trofiette al pesto l'abbiamo fatto! ) e poi via, verso la faticata estrema (è un supplizio) di 5 ore di pulmann verso Kings Canyon, con kirbie che non tace un attimo (ok essere la guida/autista, ma che c'è da spiegare in 5 ore di deserto totale, ci chiediamo noi?); per fortuna che un pochino dormiamo, e che quando ci svegliamo al suono dell'amena voce (giuro che il vocione di mio marito è musica soave rispetto alla vociazza della tipa) di Kirbie, ci fa pure piacere, perché ci sta segnalando la presenza di un branco di cammelli selvatici nel bel mezzo della strada! che belli che sono, ci sono molti piccoli! Arriviamo veramente "alla frutta" (che in Australia un po' cara lo è, anche se non ai ns livelli italiani) nel Kings Canyon Resort, che è molto selvaggio, ma anche semplicemente sublime! Con i nostri nuovi amici americani e canadesi, ci facciamo un bel vinello leggero (13°! ) e poi si va a cenare. Tutti sono presissimi dalla world Cup, ma a noi interessa di più assaggiare le specialità gastronomiche del luogo, oltretutto stasera si cena a barbecue.per me: cena a base di verdure e barramundi, per mio marito; tris di cammello, canguro e bufalo (non approvo, soprattutto se penso ai canguri di K.I.ma al suo dire: orny, è la prima ed ultima volta! cedo…). La festa, vera e tipica aussie ouback è una figata! Quanto ridere! Sono riusciti a far cantare bene (che è stonato) a mio marito una canzone tipica dell'outback, oltre che alla super conosciuta "waltzing Matilda" in inglese! Dov'è la stranezza? Lui inglese lo parla pochetto… (sarà stato il vino o la gioia di avermi appena sposato? mah…). meteo? Piove a ditrotto a Kings Canyon…non siamo ubriachi, piove veramente tanto!

Il mattino dopo sveglia prestissimo (strano, eh?) e via alla scalata del canyon, forse chi ha già visto il suo cugino superiore made in Usa rimarrà un po'deluso, ma è piaciuto anche agli americani, quindi vuol dire che male non è.Mio marito gli dà un 6, e mi dice che se riusciremo, festeggeremo il 1 anniversario di matrimonio alle pendici dell'altro canyon, quello più grosso made in usa;davanti a queste parole, il mondo sembra sorridermi…wow! voto per me: 7-
Adesso via alla volta di un'altra faticata pazzesca: 5 ore e mezza di pulmann verso Alice Springs, dove arriviamo distrutti! Il ns hotel (Aurora Alice Springs) è centralissimo, il più centrale sulla Todd Mall, ideale per noi che non amiamo stare in hotel (che pero' non ci sentiamo di definire bello), ma esplorare i dintorni. Di Alice se ne sono dette di tutti i colori, a noi è piaciuta tanto, e non parlo per gli ottimi acquisti aborigeni (a proposito, i veri aborigeni li vediamo per la prima volta qui) di manufatti e opali, ma anche perché ad Alice si mangia bene e si spende una miseria, si sta bene e si passeggia per il mall in tutta tranquilllità.

7 ottobre: Volo in tarda mattinata (se volete mangiarvi una pizza fatta all'italiana da un ragazzo i cui genitori emigrarono negli anni '50 alla volta del paradiso, anche se sono le 10 del mattino (! ) andate nell'unica pizzeria italiana, alla fine di Todd mall, si mangia benissimo, ottima birra, ma questo già l'abbiamo detto) alla volta dei tropici, si va a Cairns! Qui, tra crociera sulla Grande barriera Corallina (abbreviata g.b.r), tour e riposo meritato, staremo una settimana! Finalmente, dopo il vento freddo di Sydney e Adelaide, ora mi aspetta sole, mare, caldo! Di per sé Cairns non è niente di speciale come cittadina, ma a me piaciuta (e non solo perché li'fa caldo tutto l'anno) perché offre di tutto e di più.I prezzi, se pensiamo che in fondo è una città super turistica e se pensiamo che la nostra città è meno conosciuta di cairns, ma molto più cara, sono più che abbordabili; il pesce non è costoso, ma se si vuole risparmiare, non si spenderanno mai più di 15/18 Aud. Inutile dire il voto, visto che io qui proprio vorrei viverci e anche a mio marito non dispiace.

8 ottobre: Giornata all'insegna del riposo! Finalmente! Il sole ogni tanto si nasconde tra le nuvole, ma quando esce non perdona! è proprio vero che il buco nell'ozono è qui vicino, perché si sente che è un sole cocente, molto, troppo forte; ora capiamo perché gli australiani che discendono dagli inglesi (quindi super bianchi latte) si danno kili di crema protettiva a schermo totale! Io uso un 10 (mai usata, nemmeno in kenya, dove il sole è all'equatore tutto l'anno) che mi sembrava troppo, ma per fortuna che ce l'ho! Mio marito, di carnagione molto più chiara di me, deve usare un 18/20, e comunque, mentre stiamo scrivendo questo racconto, vedo che un pochino sta facendo il rettile-sta perdendo la pelle-segno che forse erameglio che avesse usato un 30.

9 ottobre: Giornata di escursione a cape Tribulation, l'unico luogo al mondo dove la foresta pluviale (vecchia di milioni di anni) e il mare (quindi la g.b.r) si incontrano, in una spiaggia favolosa con una marea molto visibile. Qui, tra un mesetto circa, arriveranno le Box jellyfish, da noi conosciute come l'essere più velenoso non solo d'Australia, ma anche del mondo, le cubomeduse. E quindi, cartelli a go go che segnalano il pericolo, per noi il problema ancora, per fortuna, non sussiste. L'acqua è pure calda! Ecco, per la prima volta tocchiamo le acque dell'oceano del mito, l'Oceano Pacifico! wow! Prima di arrivare qui ci siamo fermati a dare un'occhiata a Port Douglas e Mossman, abbiamo puntato gli occhi su una casetta…107.000 Aud, neanche tanto (se paragonato ai prezzi della nostra"cara"riviera ligure), magari! sarebbe bellissimo vivere qui… L'agenzia con cui abbiamo prenotato questa escursione, fa veramente schifo (tutti i difetti del mondo ce li hanno loro! ), quindi non affidatevi alla Tropic Wings! Cape Tribulation comunque va assolutamente vista! Dopo pranzo (a barbeque, scarso e non certo buono) si va a fare una passeggiata nella foresta pluviale! Che definire stupenda è farle un'offesa perché è molto di più! Quella che doveva essere la nostra guida, si limita a mostrarci un sentierino ridicolo, dicendo che la foresta è tutta li', noi, non la pensiamo come lui, quindi con un gruppetto di europei e altre 4 coppie di italiani honeymooners come noi, ci addentriamo nella foresta per conto nostro, unendoci ad un gruppo di inglesi guidato da un biologo. La guida minaccia di denunciarci (se non l'ha fatto è ovviamente perché aveva la coscienza leggermente sporca…), io penso ai serpenti mimetizzati all'interno, ma comunque mi addentro! e ho fatto proprio bene, perché ho visto cose meravigliose! Piante uniche al mondo, che sono li'dalla notte dei tempi, cerchiamo di vedere il cassowary (casuario) ma, complice il suo essere molto timido e anche quasi estinto, non ci permette di vederlo; sapere comunque che è li', ci emoziona non poco. Torniamo, contenti e soddisfatti, al pulmino, alla facciazza di quel… della guida. Voto : 9

10 ottobre: VIA! Si parte! La nostra crociera Captain Cook sulla Reef Endeavour ha inizio! Dopo la consueta foto sul ponte d'imbarco (qualcuno dice sia perché cosi'ci identificheranno meglio, se faremo la fine del titanic (?) prendiamo possesso della nostra stateroom, molto carino, accogliente, ed anche una bottiglia di spumante australiano ci attende…via con le danze! anche quelle di mare, visto che calmissimo proprio non è! Io adoro il movimento del mare, per fortuna il mal di mare ed io non ci siamo mai conosciuti, mio marito invece adora il Travelgum! pero' volevamo concederci, dopo tutte le fatiche sia di viaggio che matrimoniali, un po' di relax tipico da honeymoon, e la crociera ci è sembrato il modo migliore! Oltretutto ogni giorno abbiamo visto cose diverse, quindi è diverso dallo stare per 4 gg sulla stessa isola... ma andiamo con ordine: dopo pranzo, arrivo a Fitzroy island, bellissima! La spiaggia di Nudey beach è wonderful, mentre quella adiacente al molo dove si attracca è particolare, in quanto composta da pezzi (grossi, quindi occhio ai tagli, se, come noi, siete senza scarpette, sigh! ) di corallo. E poi, l'interno dell'isola è verdissimo e tutto da scoprire! Sulla motonave si mangia benissimo (pensione completa) cucina di tutto un po'anche italiana (buona) ma soprattutto tanto pesce cucinato in modi diversi, e spesso barbeque di carni e pesci tipici aussie. Diamo già il voto: 9 e mezzo pieno! La sera facciamo subito amicizia con un'altra coppia di honeymooners italiani, piacevoli compagni per tutti i 4 gg di crociera da noi fatti. Sulla motonave stiamo proprio bene, certo, l'ambiente non è italiano e nessuno parla la ns lingua, quindi anche i giochi, le animazioni, sono tutti esclusivamente in inglese. Pero' nel complesso, è stata una bellissima esperienza.

11 ottobre - attracco ad Hedley Reef, un reef corallino della g.b.r. dove staremo per tutto il giorno, con varie uscite per lo snorkeling e la barca col fondo di vetro, oppure per il più semplice relax (noi optiamo per le attività! ) . La g.b.r è il banco corallino più grande del mondo, è estesa per 2500 km al largo delle coste del Queensland, ed è considerata una meraviglia del mondo, in effetti lo è! Pensare di stare facendo snorkeling sull'essere vivente più grande del mondo, è per noi fonte di immensa gioia. Ma, come supponevamo, avendo già visto altre barriere coralline tropicali dopo il 98, anche qui lo sbiancamento dei coralli ha avuto atto, magari non come altrove, ma vedere le foto dei colori che essa aveva prima del '98, e vedere che ora i coralli di superficie sono bianchi, beh, dà una tristezza immensa! Qualcuno si è salvato, qualche corallo blu è già visibile e il nostro biologo marino era piuttosto ottimista, dicendo che, anche se sarà un lungo lavoro, la barriera più grande e bella del mondo, tornerà ad essere come quella che si vede nei documentari e nei libri di tutto il mondo. Nota: i pesci della g.b.r.sono comunque presenti in gran numero, e fare snorkeling tra di loro è sempre un'emozione.

12 ottobre: arriviamo a Dunk Island, dopo aver superato l'Hinchinbrook Channel, teatro di migrazione dei cetacei (difatti vediamo moltissimi delfini, purtroppo non le balene, ma comuqneu è stato bello lo stesso) e stretto che divide la g.b.r dall'isola più grande della barriera stessa, Hinchinbrook island, terra selvaggia e di rara bellezza dove è presnete solo un eco-resort molto semplice e superbamente locato. A Dunk possiamo scegliere di fare parecchie cose (anche giocare a golf, ma a noi non interessa…): escursione nel suo interno (favoloso! ) o nelle sue spiagge (forse Nudey era meglio, ma non me la sento di bocciare quelle di Dunk). Tutti questi luoghi da noi toccati nel corso della crociera sono tutti parte del parco marino nazionale, quindi non si puo'asportare nulla, nemmeno la sabbia, di cui io farei collezione… ma decido di rispettare la legge, quindi niente sabbia! Una nota di merito va ai biologi marini e più in generale agli australiani che lavorano sull g.b.r: hanno tutti un senso ecologico che se ci fosse anche negli egiziani (mi riferisco al progressivo deterioramento ad opera del turismo a sharm el sheikh sia da parte dei visitatori che delle autorità in loco) Il Mar Rosso (che è rimasto l'unico mare a non aver sofferto dello sbiancamento, quindi ora più che mai andrebbe protetto! ) rimarrebbe un paradiso per sempre! Comunque in tutte le tre settimane trascorse nella terra di Oz, ho riscontrato con piacere che tutti hanno un senso ambientalista molto spiccato, cosa che puo' far solo che piacere a chi ama la natura e la tutela della biodiversità. Stasera cena del capitano, purtroppo domani si sbarca, sigh sigh di dovere! Il viaggio di nozze sta finendo, ma decidiamo di non pensarci, se no ci assale la depressione, quindi ci auto-imponiamo di pensarci solo quando ritorneremo a Genova (e ora siamo costretti a pensarci…). Serata soft, con noi italiani che facciamo casino alla grande! (eravamo solo in 4, su 70 totali…)

13 ottobre: sbarco e ritorno a Cairns. Giornata di riposo, e ovviamente shopping finale! Consigliamo di comprare all'interno della città rispetto che sull'Esplanade (qui i prezzi non sono cari, ma all'interno sono anche la metà!). Rispetto allo shopping a Sydney, quello di Cairns ha un rapporto qualità-prezzo nettamente superiore, non c'è paragone.

14 ottobre: ecco per noi la data dolente… oggi andremo a Bangkok (via Sydney) dove terminerà la nostra honeymoon, ma soprattutto oggi siamo più tristi che mai: lasceremo l'Australia! Una volta che troviamo un paese dove vivremmo molto volentieri (ora capiamo perché molti ns connazionali ora vivono là) ci tocca già lasciarlo… tristezza sublime, le parole non contano. Ci facciamo, e questa è l'unica nota positiva, una promessa: In Australia torneremo il più presto possibile! Certo, non è un viaggio economico, e non è dietro l'angolo, ma fare tante ore di aereo e spendere un po' di più ne vale la pena, se significa andare (o ritornare) in Australia! In serata arriviamo a Bangkok: una pioggia torrenziale ci accoglie nella città degli angeli! In più, la corrispondenza con l'Apec, fa si che siamo sottoposti a controlli estenuanti; siamo sempre più convinti del fatto che Mr. Bush ci perseguiti! Non solo siamo stati sottoposti a controlli atroci per timore di un attentato verso di lui all'epoca che la nostra città ospito' il G8, ma ora ci tocca pure subire ancor più traffico e controlli pure in Thailandia! pazzesco… E per giunta, niente gita serale a Patpong (per lo shopping, mica per altro…) perché la polizia ha fatto nascondere ai commercianti tutta la merce-tarocco! arghhh, che rabbia per noi venuti anche per quello! beh, due fattori positivi ci sono: mio marito porterà meno peso nelle valigie (etichettate con una targhetta cartacea Qantas con su scritto "heavy" chissà come mai? 33 kg la mia, 35 la sua… e tutto il viaggio fatto in Economy class, con relativa franchigia) e il nostro portafoglio non piangerà più… Non eravamo mai stati a Bangkok, dire che è enorme è riduttivo, ma quanto è grande questa città? Il tasso di umidità è alle stelle, ma del resto lo sapevamo, ottobre non è il mese migliore per visitare la città-porta dell'Asia. Alla candida ora delle 2.30 del mattino, andiamo a dormire, finalmente! domani mattina, sveglia ore 9, tassativo giro dei templi per me che ho la passione del buddismo (ma sono piaciuti anche a lui… meglio cosi'! ) .

15 ottobre: Ci incontriamo con Nancy, la nostra guida (che in realtà ha un nome impronunciabile, ma che usa quello più semplice per i turisti) che, appena esce il sole, apre un maledettissimo ombrellino blu scuro che attira un caldo pazzesco (come se già non ce ne fosse abbastanza! ); le chiedo il perché e lei dice che non ama l'abbronzatura e che il sole le dà fastidio! Affermazione alquanto assurda per me, che non so cosa darei per un abbronzatura tutto l'anno, e pur di vivere in un paese dove l'estate dura 12 mesi! il mondo è bello perché è vario… (cosi' si dice). Iniziamo il tour dei templi con la visita a quello del Buddha d'Oro (tuttal più posso mettere Golden Buddha, ma non chiedetemi di scrivere pure i nomi Thai!), piccolo ma carino; è curioso vedere che in mezzo ad edifici, a volta malconci o più spesso impersonali, quando meno te l'aspetti, ecco li' che spunta un tempio buddista! Poi è la volta del meraviglioso Wat Pho, il tempio secondo noi più bello, il Buddha di smeraldo (Emerald Buddha) l'architettura dell'edificio, semplicemente da urlo! E poi, il Reclyning Buddha è una delle cose più belle che i nostri occhi umani abbiano mai visto! Dopo, via alla volta del Grand Palace, meraviglioso, bellissimo, stupendo, non solo perché è veramente Grand, ma anche perché ha un fascino irresistibile! scarichiamo rullini fotografici senza pietà! Infine, il tempio del Buddha di marmo (Marble Temple), costruito con marmo di Carrara (la nostra Carrara italiana!). Sicuramente un giorno di visita a Bangkok non è certo sufficiente per vedere tutta la città e dintorni, e ovviamente, come già pensavamo prima di vedere Bangkok, torneremo presto in Thailandia.

Il nostro hotel, Holiday Inn Silom (Crowne Plaza) è stupendo, è costato pochissimo ma ha un lusso che se fosse qui in Italia costerebbe venti volte tanto; il personale della reception parla malissimo l'inglese e questo è un problema che abbiamo riscontrato un po' ovunque, soprattutto con i taxisti (il taxi costa meno di niente! ). Alcuni dicono che è colpa delle scuole, che non forniscono adeguato insegnamento della lingua inglese, altri dicono sia per "colpa" del fatto che la Thailandia, regno degli uomini liberi, non sia in effetti mai stata colonizzata dagli inglesi, quindi la lingua non si è diffusa come per esempio a Singapore oppure Hong Kong. Mah, sta di fatto che capirsi non sempre è impresa facile; rimane comunque da dire che la loro gentilezza è veramente degna di nota.

16 ottobre: ultimo giorno in Thailandia e ultimo giorno di honeymoon, troppo difficile, troppo dura sopportare il dolore che mi attanaglia qui, per tirarmi su il morale (bugia, niente potrebbe tirarmi su il morale, è tutta una scusa…) ci vuole un po' di sano shopping, che qui non mi rovinerà, visti i prezzi. E cosi', via, super giro attraverso la città, alla ricerca degli shopping centers più sfiziosi! Acquisti (tanti) soldi spesi (pochissimi) anche perché mio marito ha nel sangue l'arte del contrattare (beato lui, io non la possiedo); in Tunisia ed Egitto riusci' a stancare i negozianti, che gli davano la merce ad un prezzo stracciato pur di toglierselo dai piedi, vediamo come andrà qui… Benissimo! I Thai sono dolcissimi, non arrivano neanche al punto di stancarsi, cedono subito… forse perché comunque il prezzo soddisfa anche loro, o forse perché Gino è veramente pesante (!)? Entrambe le cose… sta di fatto che abbiamo fatto incetta di t-shirts a prezzi ridicoli e suppellettili varie, che io adoro (e che lui tirerebbe volentieri giu'dalla finestra in mia assenza) che quasi mi vergogno (giuro) di aver speso cosi'poco.

Torniamo in hotel a prendere i nostri bagagli: alle 23.15 parte il nostro volo su London Heathrow, e ci impieghiamo quasi 3 ore per raggiungere l'aeroporto (traffico normale più apec, mix mortale! ). Il volo british è una schifezza; mai avevo volato con loro e mai più volero' con loro; scortesi, maleducati verso chi non ha dimestichezza con l'inglese (prendevano in giro mio marito, oltretutto sono anche stupidi, perché avevano già avuto la prova che io parlo bene inglese), servono le bevande e i pasti (pessimi) con aria di noia, se li chiami perché hai sete nel bel mezzo della notte (complice l'aria "finta" che si respira in aereo) o non te la portano o te la portano dopo 20 minuti o fingono di non capire cio' che dici. Mi chiedo come possano far parte dell'alleanza Oneworld con Qantas, che definire favolosa è l'aggettivo a lei adatto. Puntualità, ottimo servizio a bordo, personale gentilissimo e scherzoso, professionale ma senza quell'aria di snobbismo e sufficienza trovata con la british. Per fortuna che solo la tratta Bkk-Heathrow e Gatwick-Genova (a proposito, lo speedlink che collega i due aeroporti londinesi è un furto legalizzato: 17 sterline! ovviamente a persona e a tratta) è stata fatta con BA, mentre tutto il resto del volato (17 voli in tutto) è stato fatto con la magnifica QANTAS, che consiglio vivamente, anche per la visione dei film; anche se partite da scali europei, quindi non da Roma, troverete, su 12 film, almeno 3 o 4 anche in italiano, impossibile trovare questo (tra i tanti) servizio con british. Al di là del fatto che mio marito ha detto a Qantas che eravamo honeymooners e ci hanno trattato come se fossimo stati principi (British ha detto a mio marito una frase del tipo? Ah, si, quindi cosa vuoi?), i loro menu', considerando che sono "figli" degli inglesi, non sono per niente male, anzi, non possiamo dire di aver mangiato male! Prima di ogni volo intercontinentale, Qantas ti dà, anche se sei in Eco, una busta con dentro: calzette di lana, portacellulare col cangurino simbolo di QF (QANTAS), spazzolino da denti e dentifricio, mascherina "paraluce e paraocchi" per dormire. E se ne vuoi un'altra (noi abbiamo un'amica che colleziona questi gadgets) nessun problema, ti sorridono e te ne danno altre tre! Cosa ci ha dato BA prima del volo bkk-london? un emerito fico secco! Guardate, sarà pure un nostro parere personale (ma neanche più di tanto, visto che parlando in giro, molti ci hanno confermato la ns teoria) ma per noi: croce sopra BA, sicuramente torneremo in Australia, e sicuramente Qantas ci accompagnerà nuovamente!

La nostra luna di miele è trascorsa troppo rapidamente, ma ci ha lasciato ricordi indelebili, nel nostro cuore e nella nostra mente, che niente e nessuno potrà mai cancellare, ma soprattutto la consapevolezza che ne varrà sempre la pena fare cosi' tante ore di volo, per raggiungere quello che noi, quando raccontiamo la nostra honeymoon agli amici, amiamo definire come il "Paese perfetto"!. Perché per noi l'AUSTRALIA è proprio questo!
Infine ci sentiamo di dare un consiglio a tutte le coppie di futuri honeymooners (ma anche non tali) che dubitano e tentennano a festeggiare il loro matrimonio con un viaggio in Australia: non fatevi intimorire dalle ore di volo, dal cibo non proprio sempre buono, dai soldi che un viaggio cosi' costa, pensate che lo farete solo una volta nella vita (non è bello, detto da due sposini, ma si spera sia solo una volta…) e che il vostro viaggio, voi due, meritate il meglio, e, fidatevi di noi, l'Australia saprà regalarvi emozioni che noi siamo riusciti ad esprimere solo in parte in questo lungo ma speriamo gradevole racconto.

Ornella e Gino Rosmini - Genova






 

Biblioteca di viaggio

Australia
Nessuno conosce l'Australia meglio degli autori Lonely Planet, in fondo è la nostra casa! Sappiamo dove sono le spiagge di Sydney più adatte al surf, dove bere il miglior caffè nelle vie acciottolate di Melbourne e come attraversare le sconfinate distese di terra rossa senza abbrustolirsi. Le guide Lonely Planet sono scritte da viaggiatori esperti che catturano l'essenza dei paesi che visitano. Questa edizione aggiornata è ricca di consigli accurati, pratici e obiettivi, e di tutte le informazioni necessarie per apprezzare al meglio il vostro viaggio.

A zonzo per l'Australia
È il diario, giorno dopo giorno, di tre lunghi ed indimenticabili viaggi in Australia. È il racconto della vita vissuta in questa terra lontana, la descrizione dei luoghi esplorati e delle sensazioni provate dall'autore. Vuole essere spunto anche per i viaggiatori che intendono perlustrare sia posti conosciuti sia posti lontani dai flussi turistici, nel vero cuore dell'Australia. Vi sono sicuramente indicazioni utili e dritte per spendere nel miglior modo il tempo. Questa terra piena di misteri e di sogni rimane uno dei pochi posti al mondo dove spazi infiniti rapiscono l'occhio e dove la presenza degli uomini è spesso irrilevante, trascurabile, direi quasi insignificante. In questo continente dai colori talora violenti, talora soffusi, è possibile ascoltare il silenzio delle foreste pluviali, vivere la solitudine dei grandi deserti, vagare nella natura incontaminata inebriandoti dei suoi profumi, nuotare in baie dai colori allucinanti, passeggiare lungo incredibili spiagge che si prolungano all'infinito, fare il nomade stregato dal continuo mutare dei paesaggi, riposare in posti dimenticati da Dio, guidare su piste al limite dell'impossibile.

Iniziazione al mondo degli aborigeni La bontà della cultura aborigena consiste fondamentalmente nella semplicità di vita...

Australiando. Riscoprirsi camminando tra natura, miti, genti
«Annegato tra il rosso della sabbia e le macchie amaranto del luppolo selvatico, mentre il sole calava il malva delle montagne è defluito sempre più nel blu. Quando i raggi solari sono diventati orizzontali, e filtrando tra "testa" e "testa" hanno dipinto immense spade di sole luce tra le ombre proiettate dalle rocce, le Kata Tjuta sono sembrate galleggiare sulla pianura trasfigurando in quelle che gli Anangu affermavano che fossero: colline mistiche e magiche. A lato, nello stesso momento, grazie agli ossidi di ferro presenti sulla sua superficie, The Rock è parsa lievitare e poi dissolversi nel cielo, ancora intensamente azzurro, come una fiammata sanguinosa». Questa ed altre immagini, unite a riflessioni di viaggio e di vita, accompagnano il lettore in un viaggio di quindicimila chilometri in autobus, a piedi, in bicicletta, e in barca attraverso il continente Australia e dentro il continente uomo.

Walkabout. Ventimila chilometri sulle strade dell'Australia
Questo libro non è una guida, non contiene informazioni su orari, costi o itinerari, ristoranti o alberghi più comodi. È metà romanzo e metà diario, metà ricordo e metà sogno, dove l'unica cosa che conta è andare, muoversi. Il viaggio che diventa walkabout, una specie di rituale, non per cercare qualcosa o per dimenticare, ma solo per essere ciò che si è. Questo libro parla di un altro modo di viaggiare, un'altra Australia, quella fatta di strade senza fine, cieli trasparenti, stazioni di servizio e motel, campeggi e macchine scassate, birre, polvere e terra rossa, sudore e migliaia di chilometri, gente comune e aborigeni e gli occhi tondi dei canguri.

In un paese bruciato dal sole. L'Australia
Armato di taccuino e di una dose inesauribile di entusiasmo, ironia e curiosità, Bryson ha attraversato in treno l'interno desertico dell'Australia, da Sidney a Perth, lungo la leggendaria Indian Pacific, con i suoi 468 chilometri di estensione. Ha guidato nelle città e lungo le strade costiere, ha camminato nei parchi e navigato su fiumi e tratti di mare, ha incontrato nostalgici hippy e vecchie signore strampalate.

Questo itinerario è stato proposto da Ornella, puoi contattarla: Scrivimi
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