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Il viaggio è breve solo 30" di volo immersi nelle nuvole
bianche, tra le quali lungo il Lombok Strait riconosciamo dall'alto
a colpo d'occhio il mitico Jimbaran, Nusa Penida e anche le nuove
Gili, ma all'aeroporto siamo un pochino stanchi per il ritardo accumulato
del nostro volo, che cancella l'allegria del momento e inizia a
far sentire il peso del transfer.
Comunque giungiamo nel dopopranzo del 13.08.2004 all'aeroporto
Selaparang di Mataram capoluogo dell'isola, molto pulito e comodo,
siamo a neppure 15" minuti dal nostra hotel. Troviamo ad accoglierci
il simpatico Camillo, tipetto sveglio quanto "nostrano"
che ci anticipa subito "di non essere una vera e propria guida
turistica", lui è semplicemente un coltivatore e raccoglitore
di riso ma visto che parla egregiamente l'italiano le agenzie di
Mataram lo contattano per introdurre "noi italiani" sul
posto. Vaa Beeeneee ok, come inizio non c'è male, ci accompagna
verso Sengiggi o meglio poco più a nord, noi siamo
precisamente a Mangsit, splendida baia sabbiosa dove l'albergo
è immerso in uno idilliaco giardino esotico.
Anche qui abbiamo optato ovviamente per il B/B, siamo più
liberi di goderci la giornata e come il manuale del buon viaggiatore
insegna, la vacanza bisogna viverla sul campo non in hotel o nella
spiaggia antistante.
Si tratta dunque dell'Holiday
Inn Resort (tel. 0062.370.693444) , che offre ai turisti o meglio
"azzardatori" cosi noi ci sentiamo, tutti i confort che
ci si aspetta da un albergo a 4* sup, nonchè la classe e
la qualità elevata del servizio Holiday Inn, famoso all over
the world. I 160 bungalows sono veramente "immersi" in
una foresta tropicale, nel senso che a parte il corpo centrale dalla
quale si lascia la reception i ristoranti e i negozi vari, bisogna
impegnarsi non poco per non perdersi tra i sentieri circondati di
alte palme da cocco, edere rampicanti chilometriche, enormi filandrophus,
rododendri e grandi cactus, noi seguiamo le frecce rosse e sbarchiamo
alla 426 room.
Ma la sorpresa deve ancora arrivare, se il parco è bello
e la nostra camera di più, la vera bomba è il bagno.
Insomma mai visto una cosa del genere, noi al piano terra negli
chalet abbiamo un mega bagnone con tanto di anfore, terrazza e giardino
interno annesso alla camera da letto, spettacolare!!!
L'entusiasmo è alle stelle, anche qui come inizio ...non
c'è male
..
E poi arriva il cestino di benvenuto con la frutta e i drinks, ribadiamo
che non siamo in honeymoon magari si sono "confusi o meglio
compusi compusi come dicono loro" con qualche altra coppia,
ma l'omino insiste è tutto per noi, gratis, incluso, e allora
SI THANKS, detto alla Madi. Ci ambientiamo decisamente bene e subito
contattiamo i nostri amici Anna e Dany, si sempre loro
I biellesi
con cui abbiamo condiviso entusiasmo e spese a Bali, anche loro
stamattina sono venuti qui (alle 6.00 a.m. levataccia) ma purtroppo
la sciura Antonietta li ha spediti in un altro hotel il Jojakarta,
leggermente fuori Sengiggi. Ci raggiungono immediatamente grazie
ad uno dei tanti bemo blu sulla strada e di nuovo iniziano le trattative
e le programmazioni per le gite da fare fuori porta alla scoperta
del nuovo paradiso.
Optiamo di declinare le escursioni del local travel agency, invece
abbiamo conosciuto delle guide "beach boys" che per pochissimo
ci propongono di fare interessanti escursioni per mare e per terra,
scegliamo fra i tanti il giovane Adam, che viaggia sempre in coppia
con Matteo (adammalik@yahoo.com
tel. 081/75700482 sono divertenti e molto affidabili). Loro ci spiegano
che fino al 2002 avevano un'agenzia con tanto di negozio, ma dopo
la bomba a Kuta di Bali il turismo in Lombok ha risentito parecchio
del fuggi fuggi generale sopratutto da parte degli australiani,
grande fonte di guadagno.
A Lombok infatti, contrariamente che a Bali, la religione sovrana
è islamica -musulmana, la gente è davvero poco avvezza
ai sorrisi e alle chiacchiere, le donne sono avvolte nei veli neri,
i bimbi salutano diffidenti e sopratutto ogni tot urla impetuoso
il muezzin di chissà quale moschea. Ci spiegano infatti che
il turista che vuole fare solo il "turista" evita pertanto
questi posti poco inclini alla facile serenità ambientale
e preferisce le altre isole vicine di religione hindù o buddista
ovviamente dove la gente, il commercio e la mentalità sono
molto più aperte e disponibili. E pensare che prima di partire
per Sengiggi, i nostri amici, i fidi Wayan e Madi ci "avevano
avvisato" Bali vi mancherà, Jimbaran vi mancherà,
Noi Vi Mancheremo (verissimo), perchè Lombok è molto
diversa sia come gente che come isola.... eravamo allarmati sul
serio!!
Per ora comunque con Adam ci troviamo bene e decidiamo di inaugurare
la collaborazione con l'escursione marina a Gili Nanggu,
a sud ovest di Lombok. Questa è citata in poche guide ed
è conosciuta da pochi, infatti essendo un'isoletta privata
acquistata da un balinese nel 1970 per investire si dice qualche
soldo, è chiusa al turismo di massa o delle agenzie, si arriva
solo dopo ben 2 orette di macchina e 30" di barca a bilanciere,
pagati una scemata, lasciando il piccolo ma movimentato porticciolo
di Lembar. L'escursione ci costa 425.000 Rs. cioè nemmeno
38$ da dividere in 4 senza trattare e inclusi ci sono l'uso di pinne
boccagli maschere e snorkelling free!!
Gili Nanggu fa parte di un piccolo arcipelago di 6 isolette,
semidisabitate e conosciute sopratutto perchè intorno al
mare incontaminato ci sono molte palafitte per il controllo delle
coltivazioni delle perle, troppo carine e troppo curate a vista!
Arriviamo sulla bianchissima spiaggia, nell'isole vivono solo 8
famiglie (28 persone in tutto gli abitanti) e subito via a fare
snorkelling con Adam che ci indica dove evitare le correnti. Lui
è stupefacente, trascinatore e ironico, ha un fisico da atleta
possente e nuota come un pesce, sembra un dio del mare, complimenti
alla mamma dato che anche suo fratello Edi (bellezza quasi Polinesiana
e ragazzo dolcissimo) non scherza.
Anche qui fotografie subacque a non finire, ci sono davvero (raro
trovarli) i coralli blu, le stelle marine blu, molli ed enormi
sdraiate sulle rocce, i ricci di mare, tanti pesci pappagallo
e corallo rosso arancio bianco praticamente ovunque.
La giornata ahimè vola in un baleno e nel tardo pomeriggio,
al rientro i nuovi nostri compari ci consigliamo di cenare all'Happy
Cafè, pub musulmano aperto da neppure 3 mesi (non è
segnalato nella Lonely cmq. ci fidiamo) serata azzeccata sia nel
mangiare che per atmosfera musicale, cantato anzi sbraitato fino
a mezzanotte e speso una sciocchezza.
Per domani scegliamo invece di vedere la parte interna più
meridionale dell'isola, conoscere un pochino la cultura Sasak e
testare con mano l'artigianato le tradizioni e la vita quotidiana.
L'origine vulcanica dell'isola ha ovviamente influenzato anche le
coltivazioni, infatti passando per i villaggi del sud notiamo le
coltivazioni di cavoli, di pomodori, tantissimi, addirittura qualche
campo di marjiuana, e dappertutto solo donne piegate sulla terra.
Ciascun villaggio è specializzato in una determinata attività
artigianale, in modo che primo, intelligentemente, non si fanno
concorrenza tra di loro, secondo, cosa più importante riescono
a tramandare accuratamente oralmente tutti i metodi di lavorazione
tra generazioni di madri e figlie.
Gerun è famosa per le sue ceramiche in terracotta
ed argilla, (all'ingresso del paese c'è un enorme scultura
fatta di ampolle e giare verdi sovrapposte una all'altra, è
alta quasi 3 metri, impossibile non notarla), Loyok è
famosa per le ceste sedie e divani in vimini e rattan, mia
grande passione, Sindu per la scultura di contenitori di
ogni materiale, dal legno alle conchiglie alle ossa e addirittura
scatole fatte di foglia di palma.
Si parte quindi con Adam e il suo pulmino, del resto qui ci sono
minori possibilità di trovare trasporti pubblici o taxi;
e di buon mattino da Mansit beach si punta per Praya, prima
però sosta al mercatino quotidiano di Puyung dopo
il cimitero cinese, dove impazziamo a contrattare, chiacchierare,
fotografare e divertendoci a salire sui cidomo, il mezzo locale
ovvero piccoli carretti trainati da cavalli nani assomiglianti a
pony.
Proseguiamo che è meglio, sopratutto perchè io e
Anna vogliamo toccare tutto, parlare con tutti, assaggiare tutto
(per assaggiare si intende caffè e spezie ) indossare tutto
e il tempo necessariamente stringe, vabbè dovremmo viaggiare
sole solette ...noi due donne... sole per mercati ....indisturbate,
sarebbe uno spasso no!
Invece gli uomini (in ovvia maggioranza 4 a 2) ci richiamano all'ordine,
riprendiamo il cammino e ci fermiamo subito a Sukarara, villaggio
di tessitura tradizionale, dove la strada principale è invasa
dai negozietti di tappeti grembiuli e coperte ikat, filati
ancora su enormi vecchi telai manuali, dove i fili della trama sono
sistematicamente uno ad uno prima tinti, poi tirati, poi intrecciati
ed infine venduti al miglior offerente dopo quasi 2/3 mesi di duro
lavoro manuale che solo le donne praticano.
Proseguiamo poi per Sade tipico agglomerato tradizionale
di cultura Sasak, (provengono dalla Birmania) a mio parere
un pochino "finto" per turisti ma l'unico che propone
tutte le gesta della vita di villaggio. Qui ci accolgono delle guide
abbastanza preparate, ci fanno entrare tra le viuzze e le palafitte,
le case sono di paglia ed argilla, sovrarialzate e tutti gli uomini
e gli adolescenti vestono di nero con fasce gialle alla vita e alla
testa.
Delle donne invece neanche l'ombra (si nascondono intimidite all'interno
delle palafitte) qua e la qualche bambinetto che insistentemente
ripete a cantilena " give me money money money", piccoletti
si, ma già ben istruiti, io personalmente non mollo nulla,
mi dispiace ma mi fa male l'anima vederli così sporchi a
piedi nudi che ripetono a comando di dargli qualche rupia. Ad un
certo punto io e Ivo ci perdiamo tra le stradine e ci ritroviamo
di fronte ad una salita dove una mamma teneramente sta allattando
un neonato, circondata da gatti. Sorride ma non fa alcun cenno,
poi sopraggiunge davanti a noi un uomo anziano e decidiamo di lasciarli
perdere, forse è meglio sicuramente il vecchio non ha gradito
la nostra piccola sosta. Usciamo salutando ma senza lasciare l'obolo
e neppure firmiamo il guest book, perchè mi sembra tutto
così costruito a rigor di logica e troppo su misura, poi
sinceramente questi sasak non sono stati per nulla carini con noi.
Arriviamo lungo la meravigliosa linea costiera finalmente si avvista
il mare e dopo aver incrociato Mister Zero in auto, (Chi è
Mister Zero?? Mister 0 a Lombok è un mito
è
italiano o meglio è un napoletano riccone che ha sposato
una locale e ha intrapreso attività a non finire, chi non
lo conosce Uff), decidiamo di non fermarci a Kuta beach famosa
per i break, le onde alte e i surfisti-viaggiatori con zaino in
spalla; ma nella vicina vergine e solitaria Tanjung, letteralmente
Paradisiaca.
La giornata si trascorre qui, veniamo subito circondati da bimbi
che regalano conchiglie, ma anche da venditori di cocco, venditori
di tappeti, venditori di magliette, venditori di ananas e venditori
di marjiuana, o noo anche qui!
Sfiniti da ciascuno compriamo qualche souvenirs e finalmente ...
ma dopo ore.... abbiamo praticamente preso il sole, pranzato bevuto
e giocato insieme... se ne vanno gasati e beati ....perchè
hanno conosciuto i guests della giornata. Ad una bimba regaliamo
un pettine e una crema solare perché è quasi ustionata
sul faccino, lei li prende, sorride, ringrazia e poco dopo li va
a vendere ad una signora alla capannina vicina?!?! Vabbè
succede anche questo no!
In serata il rientro in hotel è traumatico, per l'intera
giornata abbiamo visto pochissime persone, sentito pochissime auto
e bemo, assorbito pochissimo rumore, insomma l'impatto ambientale
del ritorno alla normalità lo avvertiamo ma subito lo shock
passa pensando al nostro caldo relax nella vasca da bagno olimpionica
e alla nostra buona cena da Chez Alberto o all'Asmara locale tedesco.
Per qualche giorno decidiamo di goderci il nostra bel hotel perchè
il sole picchia forte e comunque questa vacanza si sta trasformando
in un vero tour de force, cosi approfittando della piscina, delle
Jacuzzi della Spa e dei massaggi sulla spiaggia ci facciamo trattare
da pacha e facciamo finta, come tutti gli altri del resto, di essere
dei veri Vip.
Ma come al solito la nostra natura indomita e curiosa riemerge
e visto che non possiamo fare altrimenti, decidiamo colpo di testa
e di portafoglio, di andare 2 giorni interi alle Gili's, che sono
le tre isolette coralline di assoluta bellezza: Gili Air, Gili
Meno e Gili Trawangan. Perchè no, poi magari ci pentiremo
amaramente di non averle viste, proprio come è successo quando
declinammo l'invito di Madi e Ian a Bali di visitare la loro incontaminata
Nusa Penida, insomma siamo qui tanto vale andarci, e allora impegniamoci...
si parte, destinazione Gili Air.
Il viaggio è un vero è proprio show, uno spasso,
un cinema, abbiamo organizzato tutto autonomamente e senza nessuna
agenzia proprio da bravi Robinson Crusoe all'avventura. Partiamo
con il bemo blu da Holiday Inn a Bangal verso nord, porto principale
e golfo naturale di una bellezza incomparabile, peccato non averlo
scoperto prima. Da Bangal city a Bangal porto optiamo per il cidomo,
(il carretto) lento che più lento non si può, poi
lotta dura ma senza paura per accaparrarci un biglietto anzi due
alla fine tre, di sola andata per una delle Gili, perchè
per i turisti sopratutto se bianchi, qui tutto è mission
impossible!
L'ufficio informazioni è un piccolo magazzino maleodorante,
chiedo allo sportello l'andata per Gili Air e ci rispondono che
tutto è completo
. fortunatamente vengo subito
aiutata da un bel locale che vedendomi "femmena e bianca"
e credendomi sola si appresta garbatamente a tradurre dall'inglese
al sasak alle signorine stronze la mia prenotazione. Lui va a Gili
Meno (la più bella delle tre ) quindi io chiedo a mia volta
due posti per Gili Meno ma ....tutto è completo
In
realtà i posti sull'imbarcazione non sono venduti anzi sono
liberissimi, però cosi facendo obbligano i malcapitati turisti
di turno ad acquistare in blocco 30 posti disponibili, pagandoli
a prezzo quadruplicato, ( prezzo x i locali 1.000 r noi invece 4.500
r) e poi al momento della partenza ..dopo solo 20/30" i sasak
sbucano da chissà dove e tu praticamente hai pagato per loro,
per le galline, le cesta, la frutta ed i loro bagagli.
E NO che non va beeneee, Bob il ragazzo del nostra hotel mi aveva
avvertito di questo scherzetto, ma non avendolo ancora provato sulla
mia pelle pensavo fosse una cosa da niente. Invece l'attesa si fa
snervante, le mie richieste cadono nel vuoto, non ci siamo svegliati
presto per perderci la mattinata, le due impiegatucce fingono indifferenza
e allora cambio idea, chiedo per Gili Trawangan, spiacenti
.tutto
è completo
.Azz.. Mi Sono Finite Le Isole!!
E qui la bestia nascosta che c'è in me esce in tutto il suo
vigore, non ricordo di essermi mai arrabbiata così tanto
e nel contempo riuscire a parlare così chiaro in inglese,
fatto sta che la sceneggiata alla diavola è servita e subito
saltano fuori non 2 ma 3 posti per italian people, io Ivo e Lorenzo
de Venezia (ciao belo tuto ben !) che sta girando in solitaria l'indonesia
da più di un mese
beato te, ma sei tornato ???
Lo sbarco a Jetty di Gili Air è troppo da film, la barchetta
evita le formazioni coralline e attracca nella zona dove non ci
sono banchi di coralli perchè distrutti dalla dinamite per
la pesca. Noi lasciamo scendere prima tutti i locali, poi i francesi
con le mountain bike ed infine saltiamo giù noi, guardando
divertiti i bimbi che nell'acqua raccolgono i cocchi bianchi e li
caricano su enormi barconi.
Gili Air dicono sia la meno bella perchè più
vicina alla terraferma, alla faccia, qui è un paradiso, ma
chi le spara queste dicerie???
Gili Air è ottima per le immersioni e lo snorkelling, visibilità
molto buona, flora e fauna marina ok, c'è di tutto, Anna
avvista addirittura uno squaletto con Ethan il nostra local guide,
che volere di più.
Purtroppo però non soggiorniamo insieme a Dany e Anna perchè
loro stanno al Gili Air hotel che è al completo per i prossimi
3 giorni. Questo è l'unico alloggio a conduzione italiana,
tutte le altre strutture turistiche sono spartane e poco curate,
sono dotate essenzialmente di bagno all'aperto, ventilatore e sopratutto
zanzariera in questa stagione inutile.
Così ci sistemiamo nella location vicina, il Pondok Sandi,
posizione superba davanti alla spiaggia, colazioni con banana toast
e caffè nero bollente, bungalow di livello medio perchè
paghiamo 8 euro (prezzo medio delle Gili dalle 4 alle 10 euro a
coppia per notte (si avete capito bene, 8 euro e colazione inclusa)
ed evitiamo il mitico Legend Pub il più noto hotel dell'isola
perchè tutte le notti si suona e balla fino alle 4, peccato
che sta in linea d'aria a 100 mt da noi per cui dormito poco e cantato
molto.
Cena al delizioso Gili Air Restaurant con bruschette al pomodoro,
pasta all'aragosta, gamberoni calamari tonno gamberi vino e Bintang
per la modica cifra di 12 euro a coppia.... capito bene... 12 euro
in 2, in Italia ci saremmo svenati per una cena una spiaggia una
stellata un ristorante ed un'aragosta così.
Un appunto, qui a Gili tutto è straordinariamente positivo,
al contrario che a Lombok i locali sono educati e molto carini,
addirittura quando abbiamo visitato un bungalow che non ci convinceva
il lostmen ci ha accompagnato personalmente al Pondok conoscere
il proprietario, contrattando per noi il prezzo, very nice. Qui
i turisti sono stracoccolati perchè ce ne sono davvero pochi.
I molti stanno solo mezza giornata con la navetta turistica e non
considerano Gili's un punto di partenza per una nuova scoperta,
ma una semplice estensione dalle isole maggiori, ma i rari che soggiornano
non solo si innamorano del posto come noi, ma si perdono proprio.
I locali ci pregano di una cosa, che al nostra rientro a Lombok
promuoviamo le Gili, ma certo, è impossibile non accontentarli
basta cosi poco e poi Gili's sono veramente Belle da ogni angolazione.
L'indomani sempre con Ethan il ragazzino del Ozzy shop (contattarlo
per escursioni di ogni tipo, merita davvero abdifantastik@hotmail.com),
usciamo con la glass boat alla volta di Gili Meno e Gili Trawangan.
NOTA : Gili Air vuol dire isola dell'acqua, Meno isola dei
polli e Trawangan non ha traduzione essendo parola sasak.
La giornata è favolosa, in cielo c'è un sole piccante
che più caldo non si può e le acque cristalline sono
calde al punto giusto, prima sosta a Trawangan l'isola delle feste,
piena di centri di immersione che organizzano corsi e gite quotidiane.
Ma ancor più bella è Gili Meno, la piccolina
delle tre, la meno visitata e la più incontaminata, andare
assolutamente al Meno Wall verso nord dove ci sono molte
tartarughe e corallo blu. E' nota anche per il laghetto d'acqua
dolce presente al centro dell'isola, basta poco per visitarlo
cosi come il Bird park e il museo dei Beatles, imperdibile
anche se l'entrata è un po' caruccia rispetto agli standard
locali.
Noi ci fermiamo a pranzare sulla spiaggia, ci rilassiamo "ce
la scialliamo" eccome, al punto che cullati dalle onde del
mare e dal cinguettio degli uccellini ci appisoliamo, poi arrivano
i piatti e si mangia, davanti solo le imbarcazioni, i bimbi nudi
che fanno il bagno e il solito celeste del cielo e del mare con
la nostra amata Gili Air da lontano.
No il sogno sta finendo, è quasi tardo pomeriggio e dobbiamo
rientrare al porto di Gili Air, poi Bangal e infine Sengiggi.
Qui purtroppo salutiamo definitivamente Anna e Dany che invece stanno
ancora un giorno, se penso che abbiamo lasciato lontano a Lombok
l'Holiday Inn strapagato dall'Italia, con le sue comodità,
per starcene 2 gg. interi alle Gili improvvisate, beh rifarei tutto
ma tutto di nuovo, ancora e forse di più, anzi organizzerei
tutto sul posto
altro che confort e relax in hotel
vale
la pena fare solo Gili Gili e ancora Gili, tutte e tre per una settimana
intera o anche 2. Insomma siamo proprio agli sgoccioli, noi partiremo
per l'Italia fra 2 giorni, Anna e Dany l'indomani, quindi un pochino
la tristezza inizia a farsi sentire. I sorrisi spontanei e allegri
diventano sorrisi consapevoli, che prima o poi passano e lasceranno
posto a quelli di circostanza, l'affetto sincero si perderà
nei ricordi di questi bei paesaggi e la malinconia ci assalirà
quando penseremo e scriveremo ai nostri nuovi amici.
Non c'è che dire, tutti i ragazzi conosciuti in questa splendida
estate sono diventati amici e con loro manteniamo corrispondenza
internnetiana tuttora, semplicemente per non far sbiadire tutto
quel bello e quel sereno che in pochi giorni ci hanno trasmesso.
Ethan addirittura vuole fare uno scambio alla pari, vuole venire
a lavorare a Milano e noi andare a Gili nel suo negozietto di souvenirs,
fosse cosi facile mollare tutto non saremmo certo ancora qui a pensarci!
Adam il pazzo, lavora sempre con Matteo, fanno " i carabinieri
delle escursioni" continuano a girare in coppia e si divertono
ancora pensando alla birra dell'October fest. (non credono assolutamente
che possa esistere una festa solo ed apposta per la birra, ripetono
ridendoci in faccia it's a joke!)
Vorremmo ribadire comunque che Lombok è sostanzialmente
diversa da Bali e dalle Gili, è molto più selvaggia,
rustica, ancora poco incline al commercio e agli stranieri in genere,
non è verde ma secca e arbustosa, le verdi terrazze di riso
qui ce le scordiamo, ovunque palme da cocco, pascoli e tanto legname.
La Lombok di paesaggi lussureggianti si trova nella zona ovest dell'isola
davanti allo stretto sul vecchio porto di Ampenam, la parte
più culturale è quella a sud incontaminata ma dove
il turismo inizia a muovere i suoi primi passi, mentre quella interessante
è a nord, dove dopo tanta fatica si può godere dell'emozionante
panorama sulla caldera del vulcano Rinjiani e il lago vulcanico
di Senapa Anak trekking
sudore a volontà
.na
fatica!
Lombok la consigliamo perchè è giusto godibile a
livello di impatto ambientale, la natura è rigogliosa e conserva
una bellezza neppure sfiorata ne dall'industria, ne dallo sviluppo
urbanistico eccessivo, e poi fortunatamente la massa impazzita di
turisti alla ricerca del luogo vip ancora non c'è.
Tra queste insenature nascoste e nelle tante spiagge appartate abbiamo
avvertito sensazioni assai inusuali, a Lombok l'uomo bianco è
davvero visto ancora come fenomeno abbastanza raro per cui la gente
è staccata e lontana (certo non aspettatevi l'amore e la
gentilezza diffusa dei Balinesi, anche se non è giusto fare
paragoni viene inevitabile farli) del resto la realtà sasak
è così.
Per chi sogna di andarci e per chi davvero ci andrà, o chi
invece ha letto per il gusto di imparare qualcosa di nuovo, "Buon
Viaggio Di Cuore Inna Just Do It", da Saby e Ivo Motta
from Milan.
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Bali
e Lombok
Bali, l'isola della spiritualità e delle molte feste
e processioni, dove si respira il legame fra arte, cultura
tradizionale, natura e cinque secoli di viaggiatori da tutto
il mondo. L'isola dove antichi villaggi vivono di riti religiosi
e coltivazione di riso, coloratissimi mercati espongono statue
sacre, stoffe e metalli preziosi, e giovani artisti dipingono
ancora quadri naìf. La guida contiene: un inserto dedicato
alla danza; un approfondimento sull'artigianato; una guida
linguistica e un glossario; informazioni su viaggio, alloggio,
trasporti con indirizzi e suggerimenti per trovare la soluzione
giusta.
Bali
e Lombok
Bali e Lombok offrono esperienze molto diverse con tratti
comuni, rigogliosa la natura, stupendi i riti e le danze e
i templi. Isole vicine e dai contorni regolari, inserite nell'arcipelago
indonesiano, offrono spiagge estese e bianche. Le onde da
surf sono tra le migliori del mondo. Solo 35 km. separano
Bali da Lombock, eppure le differenze fisiche e culturali
sono notevoli. Le imponenti cascate, le magnifiche barriere
coralline, la pittoresca cultura Sasak e una rara e intatta
bellezza sono alcune delle tante bellezze di Lombock. In questa
guida le migliori attrazioni culturali, sportive e naturali
nelle quattro regioni di Bali e Lombok, dagli usi cerimoniali
e rituali alle passeggiate in montagna, dal surf alla vibrante
vita notturna. Percorsi tematici.
Batik
Una ventata di fresco nel guardaroba, portando un tocco di
colore su jeans, canottiere, ecc. Con questa tecnica sarà
possibile arricchire: coperte, cuscini e altro, tutto per
rendere ancora più speciale la propria abitazione.
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