A distanza di anni dal successo del primo capitolo, Il diavolo veste Prada 2 torna a raccontare il dietro le quinte dell’alta moda con un dettaglio inaspettato: i dolci diventano parte integrante della narrazione visiva.

Nel nuovo film, l’eleganza non si limita più agli abiti o alle scenografie, ma passa anche attraverso la pasticceria. A firmare le creazioni è Adolfo Stefanelli, chiamato a realizzare dessert capaci di rispecchiare lo stesso livello di precisione estetica richiesto dal mondo fashion. Non semplici elementi di scena, ma oggetti pensati per essere osservati, quasi quanto gli outfit dei protagonisti.

Le sue preparazioni si distinguono per linee pulite, geometrie studiate e un uso attento dei colori. Tra le creazioni protagoniste del film spicca l’iconica “Torta Vela”, affiancata dalla monoporzione Meryl al mango dal profilo fresco ed esotico, una raffinata bavarese alla vaniglia dalle delicate sfumature violacee e la monoporzione Runway, una sfera ai lamponi dall’estetica impeccabile, oltre a una piramide di veli di meringa.

A completare la scena, una selezione di praline realizzate su misura, pensate più come oggetti di design che come semplici dolci: particolarmente apprezzate anche da Lady Gaga, che si è recata in prima persona in pasticceria come Meryl Streep, e ne richieste in grandi quantità per poterne sceglierne i gusti fuori scena! La sua preferita? “Quella smeraldo con ganache e pralinato al pistacchio e ganache alla vaniglia bourbon“.

La scelta di inserire dessert così curati non è casuale: il cibo diventa un’estensione dell’identità visiva del film. Ogni creazione contribuisce a costruire un immaginario fatto di lusso contemporaneo, dove anche il dettaglio più piccolo è studiato per comunicare stile.

E la cosa interessante è che queste creazioni non restano confinate al set: da oggi è possibile assaggiarle anche a Milano, nelle pasticcerie firmate dallo chef. Le boutique si trovano rispettivamente in zona Porta Monforte e vicino alle Colonne di San Lorenzo, e offrono sia servizio al banco sia possibilità di degustazione in loco.

Qui, tra vetrine luminose e composizioni curate come opere di design, i dessert del film diventano un’esperienza reale: non più solo oggetti scenici, ma creazioni da gustare, che portano con sé lo stesso immaginario sofisticato visto sullo schermo.

In questo modo, il sequel amplia il proprio linguaggio: non solo moda, ma anche gusto e design si intrecciano per creare un’esperienza completa. E tra abiti iconici e ambientazioni impeccabili, sono proprio i dolci a emergere come una delle sorprese più originali, e ora anche accessibili,  del film.