Sabato 15 e domenica 16 ottobre.

È la più antica sagra d’Italia dedicata al marrone, che conferma ancora una volta la simbiosi tra il paese e i rigogliosi castagneti che lo circondano. L’organizzazione spetta alla Pro Loco e al Comune, con la collaborazione delle associazioni locali e della Coldiretti. In occasione della sagra, i castanicoltori si contendono la palma di miglior produttore, assegnata a colui che, presentando i propri cinquanta frutti di maggior pezzatura, fa registrare il peso maggiore. Alquanto prestigioso è il “Marrone d’Oro”, che ogni anno viene conferito dalla ditta Cavargna, la più antica famiglia di raccoglitori all’ingrosso di castagne in Valle, al castanicoltore che più si è distinto nella cura e nella valorizzazione del marrone: una sorta di premio alla carriera. Altro concorso legato alla manifestazione è quello delle composizioni, che premia chi esprime maggior fantasia e abilità nell’impiegare i marroni per creare personaggi e ambientazioni.

Ma a registrare un vero e proprio bagno di folla durante la sagra è la distribuzione delle caldarroste, le cosiddette “brusatà”: ogni anno oltre 50.000 visitatori scelgono Villar Focchiardo per assaggiare i prelibati marroni abbrustoliti, e i “brusatairo” – i personaggi in costume tradizionale addetti alla cottura delle caldarroste nelle apposite padelle bucate a contatto diretto con il fuoco – ne distribuiscono oltre venti quintali. A guidarli le due ?gure chiave della festa che si rifanno a una secolare tradizione paesana: “Perù e Gepa”, ovvero “lo Desbatur” e “la Rapoloira”, colui che con lunghe pertiche batteva i ricci sugli alberi per far cadere le castagne e colei che le raccoglieva. A contorno della sagra sono previsti la degustazione di piatti a base di marroni (una qualità di castagna, tondeggiante e liscia, particolarmente adatta alla trasformazione in marron glacé) e altre specialità gastronomiche della Valle di Susa, mostre fotografiche e di pittura, convegni sulla castanicoltura e l’iniziativa “castagneti aperti”, attiva dal 2001. Grazie ad essa, i visitatori possono usufruire di un servizio navetta che consente di raggiungere i castagneti e di conoscere i produttori, che spiegano loro i segreti della coltura. Il marrone della Valle di Susa, coltivato qui fin dal 1200, è stato inserito nel Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino e nel 2007 ha ricevuto la certificazione Igp.

Cosa vedere nei dintorni: a Villar Focchiardo, certose di Montebenedetto e Banda, Parco naturale Orsiera Rocciavrè.

15 Ottobre 2011