Il centro cittadino di Amalfi ha la forma di un ventaglio rovesciato che misura circa 1,5 km nella parte più ampia, sulla spiaggia, e qualche centinaio di metri nel tratto opposto della Valle dei Mulini (circa 2 km verso l’interno). La suddetta Valle è la propaggine urbana della più ampia Valle delle Ferriere, l’antica “zona industriale” di Amalfi, ove sorgevano le cartiere e l’antica Ferriera da cui il nome all’intero comprensorio. La Valle per le sue peculiarità faunistiche ed ambientali è oggi riserva naturalistica orientata, e sarà meta di una piacevole passeggiata…

Fuori del centro cittadino, in direzione Ovest, e parallela alla Strada Statale 163, si snoda l’antica Via Maestra dei Villaggi. Immersa nel verde dei terrazzamenti di limoni ed ulivi per tutta la lunghezza, circa 4 km, è l’antica strada pedonale che collegava al centro le 5 le frazioni amalfitane.
Sul lato mare invece, sempre verso Ovest, snoda l’incantevole costiera ricca di suggestivi anfratti, di spiaggette ed in ultimo della meravigliosa Grotta dello Smeraldo.

Procedendo verso Est invece, a poche centinaia di metri è Atrani, raggiungibile sia percorrendo la SS 163 che la panoramicissima pedonale via S. Maria delle Signore: quella che andremo a percorrere.

Amalfi

Il percorso blu, Amalfi dal mare fino alla Grotta dello Smeraldo

Dall’ufficio turistico, punto di partenza di questo ideale percorso, rechiamoci al Molo Pennello  ove stazionano i battelli che prestano servizio per la Grotta dello Smeraldo e per le spiagge. Chi preferisce una barca tutta per sè invece, può agevolmente noleggiarne una recandosi verso il porto, in via Lungomare dei Cavalieri, ovvero procurarsi il numero di telefono dei noleggiatori direttamente presso l’Azienda di Soggiorno e Turismo.

Una volta in barca, doppiamo il molo foraneo e puntiamo sotto costa, per godere al meglio dell’incantevole riviera e dei suoi suggestivi anfratti.

Facilmente individuiamo via Maestra dei Villaggi con le sue mille diramazioni, ed uno dopo l’altra le ridenti frazioni amalfitane: sovrastante Amalfi è il villaggio di Pogerola, segue poi Villaggio di Pastena sul quale domina la Chiesa di S. Maria Assunta; poi Lone, una parte arroccata alla Chiesa della Natività di Maria, altra in disordinata caduta sulla magnifica spiaggia di Duoglio; sul limite occidentale della visuale è lo sparso abitato di Vettica Minore, tutta immersa nel verde che giunge fino a lambire le acque cristalline di S. Croce, più dietro Conca dei Marini, il campanile di S. Pancrazio, la cascata di case che giunge fino al mare, al possente promontorio del capo di Conca.
È come se la costa fosse divisa a spicchi longitudinali, ogni frazione, ma è la stesso per quasi tutti i paesi della Costa, ha una parte bassa che dà sul mare, ed una parte alta completamente immersa nei terrazzamenti di limoni o di viti, o ancora nelle scoscese radure di olivo… ma procediamo la nostra escursione.

Alla radice del porto notiamo la graziosa spiaggetta delle Sirene e, attigua, la Grotta di Sant’Andrea, ove la tradizione vuole che si annidasse un misterioso Bue Marino. La creatura mitologica si cibava delle cipolle sottratte di notte ai contadini, scomparve tuttavia, ne se ne sentì più parlare, dopo essersi preso un colpo di trombone nel corso dell’ennesima scorreria.

Man mano che avanziamo notiamo le discese a mare degli esclusivi alberghi amalfitani, e delle magnifiche ville private: in rapida successione fino a Capo del Pino, alla “Pancia della Vecchia” come i pescatori amano definire la protuberanza rocciosa proprio sotto il pino.

Giungiamo così alla bellissima spiaggetta di Duoglio e, separata da un breve tratto di scogli, a S. Croce, cosiddetta dalla antica chiesa una situata nella “Grotta”, la grande cavità sul lato occidentale.

La spiaggia di S. Croce va particolarmente famosa per la trasparenza del suo mare, ma ancor più per il magnifico Arco Naturale che incontriamo procedendo verso occidente. La bizzarra scultura naturale negli anni sessanta del secolo scorso venne immortalata come scenario per la pubblicità di una nota marca di cioccolatini, da qui originò il nome di “Arco degli Innamorati” e la tradizione che vuole un bacio come inscindibile legame d’amore per tutte le coppie che vi passano sotto…

È quasi impossibile resistere alla tentazione di un bagno in queste acque smeraldine …ma dobbiamo proseguire, l’incantevole spiaggetta de La Marinella ci aspetta, e con essa il Capo di Vettica.

A cavallo del promontorio troviamo l’ennesima torre di guardia, la cinquecentesca Torre di Vettica e, immersa in un rigoglioso parco, Villa Ponti. L’intero costone infatti per lungo tempo appartenne a Carlo Ponti, il famoso produttore cinematografico, e la torre annessa fu il suo regalo di fidanzamento per la bellissima consorte Sofia Loren.
Negli ambienti della magione fu ambientato il film “Whi?” di Roman Polansky, ma troppe sarebbero le pellicole ed i personaggi famosi da citare man mano che percorriamo questo pezzo di paradiso, soprattutto quando giungiamo, appena doppiato il Capo, alla piccola rada di Conca dei Marini.

Ci troviamo infatti in uno dei luoghi più esclusivi del circondario, e non sarebbe azzardato affermare, del mondo intero. In epoca non troppo lontana infatti in questi lidi amava trascorrere le vacanze estive il meglio del jet set internazionale. Qui c’erano le ville – molte ormai passate di proprietà – degli Agnelli, dei Moet et Chandon, dei Ruffo e dei D’Urso… ospiti delle quali artisti, scrittori, uomini politici, registi di grido e starlette venivano a trascorrere giorni di completo relax; i vecchi pescatori ancora raccontano delle gite in barca della più famosa first lady d’America Jakie Kennedy, o di Margaret d’Inghilterra, negli anni Settanta affezionata frequentatrice di Conca dei Marini.

La parte orientale della baia è dominata dall’imponente figura dell’albergo Saraceno, in origine, la fine degli anni sessanta, frequentatissimo night club gestito dalla pop star Peppino Di Capri.

In alto poi, sopra la grande caverna ai cui piedi sorge l’albergo, sta il Convento di S. Rosa che si direbbe giusto ancorato alla roccia, e piuttosto sospeso nel vuoto. Tenuto dalle monache di clausura del secondo ordine delle domenicane, nel corso dei secoli il Convento svolse un ruolo di primissimo piano nella vita sociale ed economica del paese, ma tuttavia l’impresa più famosa delle pie sorelle resta l’invenzione delle deliziose Sfogliatelle S. Rosa: le vie del Signore passano anche per la cucina!

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Nella parte orientale della baia invece, il magnifico borgo marinaro.
Conca dei Marini all’epoca della Repubblica Amalfitana fu fiorente centro marittimo e commerciale dotato di attrezzatissima flotta e, si dice, patria dei marinai più bravi del circondario. Passati i fasti ducali, i Conchesi divennero abilissimi pescatori, e proprio qui sulla spiaggia di Conca fino alla metà del XX sec. resistette una delle ultime “tonnare”, una struttura che insieme fungeva da fabbrica per la lavorazione e mercato di scambio del pescato, in prevalenza tonni e pesci spada.
Sulla spiaggia notiamo ancora l’antica fabbrica di maccheroni dei Buonocore, la casa bianca con gli archi, la trecentesca casa Mele, un tempo “foresteria” del monastero di S. Rosa, e la chiesina intitolata a S. Maria della Neve, per la cui ricorrenza il cinque del mese di Agosto si illumina l’intero borgo e si allestisce una suggestiva processione navale che, con lungo seguito, giunge fino ad Amalfi.

Lasciato il borgo, è la volta dell’imponente promontorio del Capo di Conca, proteso in acque profondissime, di un blu irreale, cobalto: uno dei punti più profondi dell’Alto Tirreno, punto privilegiato per l’avvistamento di grossi cetacei, balenottere e capodogli in particolare.

Sormonta il capo la più bella torre della Costa, la Torre Bianca, fatta erigere nel 1563 dal vicerè di Napoli Don Pedro de Toledo. Terminata la sua funzione difensiva, il bastione venne destinato ad ospitare le salme dei vecchissimi Conchesi che, è statisticamente provato, erano il popolo più longevo del circondario: sarà stata l’aria buona!

A destra del promontorio nella bellissima baia, l’acqua assume le tonalità più fantastiche del verde e dell’azzurro. Gli stessi meravigliosi colori che troviamo nella magnifica grotta, segnalata unicamente da un piccolo varco scippato alla roccia sul limite estremo della rada, proprio di fronte a noi.

Amalfi

Grotta dello Smeraldo

L’ingresso è anonimo ma, tempo pochi secondi, il tempo per Voi non avrà più valore… e neppure il colore, la concezione che comunemente si ha di esso almeno. La Grotta ne è il tempio, la magnificenza, un ricamo di luce lungo millenni, che il mare riproduce nelle sfumature più sublimi: blu cobalto che cede il passo al turchese… turchese che diviene verde… verde smeraldo… che tutto avvolge.

L’interno è in tutto simile ad un magnifico tempio orientale, ricco di colonne, stalattiti e cortine dalle forme bizzarre, alle quali la fantasia popolare ha attribuito i nomi più curiosi e gli accostamenti più arditi. È così che troviamo sirene ed animali fantastici, personaggi famosi: Garibaldi a cavallo, che per i turisti americani diviene Gorge Washington, per i francesi Napoleone

Questo magnifico antro infatti, fonde agli elementi tipici di una grotta carsica con quelli di una grotta marina. In origine la grotta era posta al di sopra del livello del mare, ed il lento stillicidio diede origine a stalattiti e stalagmiti di varie dimensioni; in seguito, circa 6000 anni fa, l’innalzamento della temperatura terrestre e fenomeni di bradisismo causarono l’innalzamento del livello del mare, sommergendo ampi tratti della costa, e portando le acque del Tirreno ad invadere parzialmente la grotta, che venne così ad assumere le meravigliose caratteristiche attuali, dovute essenzialmente all’esistenza, a circa 4 metri sotto il livello dell’acqua, di un’apertura verso il mare aperto.

La Grotta dello Smeraldo venne scoperta nel 1932 da un pescatore del luogo, incuriosito da due strani fori sulla parete rocciosa: fino alla morte portò con orgoglio la fascia di “Scopritore della Grotta dello Smeraldo“.

Prima di uscire assolutamente da non perdere: il suggestivo presepe sommerso in ceramica di Vietri, che ogni anno in occasione del santo Natale, un nutrito stuolo di subaquei provenienti da tutta Italia omaggiano con una suggestiva processione.

L’ingresso alla Grotta dello Smeraldo è di € 5 a persona

La Grotta è raggiungibile:
– via mare, con servizio battello da Amalfi in partenza dal Molo Pennello dalle h 9.30 alle 16.00. il prezzo della corsa A/R è di € 10
– via mare con imbarcazione privata ed ormeggio su gavitello.
– via terra, al km 26,4 della SS 163 “Amalfitana”, con accesso via scale o ascensore.

Info: www.amalfitouristoffice.it

Grotta dello smeraldo