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l' inno ' Fratelli d'Italia ' |
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| Goffredo Mameli:
chi era? quando è vissuto? |
E' una figura simbolica del Romanticismo risorgimentale, poeta
e insieme combattente. Nato nel 1827 a Genova, ancora
studente partì per la campagna del '48. Dopo la sconfitta
di Custoza, mazziniano fervente, accorse alla difesa della repubblica
romana. A Roma morì nel luglio del 1849, per una ferita
ricevuta durante i combattimenti.
Famosissimo è il suo inno Fratelli d'Italia,
che in questo ultimo dopoguerra è stato assunto dalla
Repubblica Italiana come inno nazionale (con la musica del maestro
Novaro).
Come testo poetico bisogna dire che non gode dei favori della
critica letteraria; fu scritto nel novembre 1847 e risente degli
entusiasmi politici di quel periodo. Metro: strofe di otto senari,
il primo, il terzo e il quinto sdruccioli, l'ultimo tronco.
Tra ogni strofa un ritornello, sempre in versi senari, due piani
a rima baciata, il terzo tronco. |
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| Testo completo e
spiegazione del nostro inno |
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Si tratta
di una metafora: l'Italia ha ripreso l'atteggiamento combattivo
che fu dei guerrieri romani (come Scipione l'Africano
che respinse Annibale dal suolo italiano) al tempo della
Repubbblica.
La vittoria porga il capo all'Italia perchè Dio
creò la vittoria schiava di Roma. |
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Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma
chè schiava di Roma
Iddio la creò. |
rit.
Uniamoci in una schiera di combattenti (la coorte era
la decima parte della legione romana) |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
| Gli italiani
non sono un popolo (etnico e politico) perchè non
sono uniti, si tratta di un concetto mazziniano. |
|
Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
Perchè siam Popolo,
perchè siam divisi:
raccolgaci un'Unica
bandiera. Una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò. |
| rit. |
|
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
| Questi sono
gli obiettivi mazziniani della rivoluzione nazionale. |
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Uniamoci, amiamoci,
l'Unione e l'Amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore;
giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti per Dio
chi vincer ci può?
|
| rit. |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
Dopo il richiamo
alla mitologia della Roma repubblicana, il richiamo a
quella comunale: la battaglia di Legnano (1176) segnò
la vittoria della Lega dei Comuni Lombardi contro le milizie
dell'imperatore Federico Barbarossa. Anche da questo episodio
gli italiani devono trarre auspici per la loro lotta di
liberazione e trasformare tutta l'Italia in un campo di
battaglia.
Francesco Ferrucci morì difendendo la repubblica
fiorentina (1530) dall'assedio delle truppe imperiali.
Tutti i bambini italiani possono ripetere il gesto di
Giovan Battista Perasso detto Balilla, l'adolescente genovese
che nel 1746, lanciando un sasso contro alcuni soldati
austriaci, fece scattare la rivolta che condusse alla
liberazione. |
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Dall'Alpi a Sicilia
dovunque è Legnano
ogn'uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano,
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò. |
| rit. |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
Le spade
vendute, ovvero le armi dei soldati mercenari si piegano
flessibili come giunghi.
L'aquila è il simbolo dell'impero austro-ungarico;
l'aquila austriaca ha bevuto il sangue degli italiani,
e insieme ai russi, ha bevuto anche quello dei Polacchi,
ma questo sangue le ha bruciato il cuore. La Polonia fu
spartita tra Austria, Prussia e Russia |
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Son giunghi che piegano
le spade vendute:
ah l'aquila d'Austria
le penne perdute -
il sangue d'Italia
bevè, col Cosacco
il sangue Polacco:
ma il cor le bruciò. |
| rit. |
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Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò |
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