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Emilia Romagna

Hayez, Fontanesi e la grande pittura italiana a Palazzo Magnani

All'inizio fu l'Oriente vicino, l'esotismo e la seduzione degli hammam e degli harem, le palme, i minareti ma anche i deserti popolati di beduini e cammelli, o i colori delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli artisti migrò ancora più ad Oriente, verso quelle culture e quelle atmosfere dell'estremo oriente altrettanto esotiche e forse ancora più incantevoli.

Wildt. L’anima e le forme da Michelangelo a Klimt

Adolfo Wildt (Milano, 1868 - 1931) è il genio dimenticato del Novecento italiano. La grande mostra che Forlì gli dedica al San Domenico (dal 28 gennaio al 17 giugno) per iniziativa della locale Fondazione Cassa dei Risparmi e del Comune, è certo una scommessa: rendere popolare un artista tra i più sofisticati e colti del nostro Novecento. La mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Paola Mola affiancati da un comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci.

La pcarìa: lavorazione tradizionale del maiale

Il Museo della Bilancia spalanca le proprie porte consentendo a tutti di entrare gratuitamente Domenica 22 gennaio 2012 in occasione della manifestazione “Il maiale in piazza”, che dalle ore 9 in Piazza Vittorio Emanuele II a Campogalliano mette in scena la tradizionale lavorazione del maiale.

Da Vermeer a Kandinsky. Capolavori dai musei del mondo a Rimini

La mostra proposta a Castel Sismondo per volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, è una imperdibile carrellata di autentici capolavori e, insieme, l'omaggio che grandi istituzioni museali europee e nord americane, tra le principali al mondo, hanno voluto fare a Marco Goldin per i 15 anni di attività della sua Linea d'ombra.

Da Hopper a Warhol. Pittura americana del XX secolo a San Marino

Non si è mai fatta in Italia una mostra sulla pittura americana del XX secolo, che la analizzi e la percorra completamente. Solo, di tanto in tanto, qualche esposizione monografica. La rassegna di San Marino non ha ovviamente l'ambizione di tracciare questo percorso nella sua interezza, perché il numero di opere, una ventina, non lo consente. Ma si presenta comunque come la prima circostanza in cui, attraverso nomi celebri, la vicenda pittorica statunitense del Novecento viene almeno raccontata lungo tutto lo scorrere del secolo.


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